{"id":373,"date":"2021-07-01T16:07:14","date_gmt":"2021-07-01T14:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=373"},"modified":"2021-08-26T19:42:13","modified_gmt":"2021-08-26T17:42:13","slug":"distanziamento-fisico-e-confinamento-domestico-gli-effetti-del-covid-19-su-atteggiamenti-ed-emozioni-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=373","title":{"rendered":"Distanziamento fisico e confinamento domestico. Gli effetti del Covid-19 su atteggiamenti ed emozioni in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/antonio-tintori\/\">Antonio Tintori<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia da COVID-19 rappresenta un evento inedito da molteplici punti di vista. Innanzitutto, la sua portata ha coinvolto paesi, culture ed economie anche radicalmente diverse tra loro. Ci\u00f2 ha aperto a scenari almeno in parte imprevedibili, in termini di reazioni della popolazione. La pandemia ha infatti investito tutti, poveri e ricchi, e persone pi\u00f9 o meno istruite e con diversa capacit\u00e0 di discernimento delle informazioni. Questo ha dato luogo a una molteplicit\u00e0 di risposte in termini psicosociali, che sono state rilevate e analizzate dal gruppo di ricerca <a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/mutamenti-sociali-valutazione-e-metodi-musa\/\">Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA)<\/a> dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/\">Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali<\/a> del <a href=\"http:\/\/www.cnr.it\">Consiglio Nazionale delle Ricerche<\/a> (Irpps-CNR) nell\u2019ambito dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/musa\/msa-covid19\/\">Osservatorio Mutamenti Sociali in Atto &#8211; COVID-19 (MSA-COVID-19)<\/a> fin da marzo 2020, ossia in concomitanza con l\u2019emanazione del primo decreto del Consiglio dei Ministri in materia di spostamento delle persone fisiche all\u2019interno del territorio nazionale<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/musa\/msa-covid19\/\">Osservatorio<\/a> ha condotto pi\u00f9 indagini nazionali, di cui la prima, svolta tra il 22 marzo e il 2 aprile del 2020, raccogliendo 140.656 interviste, \u00e8 stata catalogata dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.gre.ac.uk\/\">Universit\u00e0 di Greenwich<\/a> come lo studio con il pi\u00f9 ampio numero di intervistati al mondo nel campo delle ricerche \u201cNon-pharmaceutical interventions\u201d (NPIs) connesse al coronavirus<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Le indagini, condotte mediante complessi questionari elettronici e veicolate attraverso canali istituzionali e social (Twitter, LinkedIn, Facebook e Instagram), hanno analizzato gli effetti dell\u2019improvvisa interruzione della prossimit\u00e0 fisica nelle reti sociali, parentali e amicali, gli effetti nell\u2019interazione e nell\u2019organizzazione in ambito lavorativo e le reazioni connesse all\u2019intensificazione della prossimit\u00e0 tra soggetti conviventi nella stessa abitazione. Naturalmente, gli studi hanno tenuto in stretta considerazione gli aspetti economici della pandemia, e in particolare l\u2019impatto sul tessuto economico dei decreti governativi, che hanno determinato la chiusura di imprese, l\u2019attivazione della cassa integrazione per molti soggetti e comunque una diffusa incertezza reddituale che tutt\u2019oggi coinvolge migliaia di lavoratori e lavoratrici. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi contestuale di variabili di tipo sociale e individuale ha dunque permesso di fare luce sulle reazioni della popolazione al cambiamento repentino di abitudini e stili di vita e sugli effetti dell\u2019isolamento nelle proprie abitazioni, connesse con l\u2019esterno quasi esclusivamente in modo virtuale. Uno dei temi pi\u00f9 importanti che sono stati analizzati in considerazione della particolare situazione \u00e8 stato quello delle emozioni primarie percepite. L\u2019importanza di queste emozioni, innate e universali, \u00e8 stata dimostrata da diversi studi, che hanno sottolineato la loro preponderante influenza sulle scelte e i comportamenti individuali<a href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><sub>.<\/sub> A riguardo, \u00e8 stata registrata l\u2019intensit\u00e0 percepita delle emozioni primarie negative e positive, quali rabbia, disgusto, paura, ansia, tristezza, felicit\u00e0 e rilassamento, su una scala da 1 (bassa intensit\u00e0) a 7 (alta intensit\u00e0)<a href=\"#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Dall\u2019analisi sulla relazione tra le emozioni primarie e le variabili strutturali disponibili sono emerse differenze di intensit\u00e0 emozionale percepite nelle diverse aree geografiche della nostra penisola. Nello specifico, i livelli pi\u00f9 alti di rabbia, paura, tristezza e ansia sono stati rilevati nel Mezzogiorno, soprattutto tra la popolazione giovanile e le donne, e, al contrario, maggiore intensit\u00e0 di rilassamento e felicit\u00e0 \u00e8 stata percepita nelle regioni del Nord, corrispondenti con le prime zone rosse e con i territori complessivamente pi\u00f9 colpiti dal contagio (Fig. 1). <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/6592343\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n\n\n\n<p>Le dinamiche economiche del periodo non sono state sufficienti a spiegare tale tendenza. L\u2019esistenza di una forte correlazione tra la percezione dei rischi connessi alla dimensione lavorativa e l\u2019acuirsi dell\u2019intensit\u00e0 delle emozioni negative nelle regioni del Mezzogiorno \u00e8 stata per\u00f2 smentita dall\u2019analisi dei dati. Rispetto ai rischi causati dall\u2019emergenza sanitaria in corso, dal punto di vista lavorativo, le risposte analizzate presentano un alto grado di omogeneit\u00e0 tra le aree geografiche del paese, fatta eccezione per il rischio di entrare in cassa integrazione, che \u00e8 stato pi\u00f9 basso nelle regioni del Sud d\u2019Italia. Il rischio di gravi perdite economiche \u00e8 stato paventato da circa 4 persone su 10, mentre la paura di perdere il lavoro ha riguardato circa il 13% dei rispondenti, e, in entrambi i casi, senza rilevanti differenze tra Nord, Centro e Sud Italia. La percezione dell\u2019assenza di rischi per la propria attivit\u00e0 lavorativa ha invece riguardato circa il 35% del campione, con il punteggio addirittura pi\u00f9 alto nel Mezzogiorno (Fig. 2).<\/p>\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/6604755\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n\n\n\n<p>Le risposte alle variabili di tipo economico analizzate, dunque, non sono risultate sufficienti a spiegare il divario di emozioni percepite tra le macroaree del paese. Il gruppo di ricerca ha pertanto verificato una seconda ipotesi esplicativa, supportata da una letteratura afferente non solo alla sociologia ma anche alla psicologia di comunit\u00e0, alla geografia umanistica e all\u2019antropologia culturale. Si \u00e8 quindi ipotizzata una stretta correlazione tra territorio, caratteristiche interazionali locali ed emozioni primarie. Laddove, seguendo un approccio pi\u00f9 pragmatico e materialistico, la variabile economica \u00e8 infatti risultata poco influente nel determinare alcune attitudini umane, \u00e8 parso allora probabile che ci\u00f2 che ha contribuito in modo rilevante alla produzione di emozioni negative nel corso del lockdown della primavera del 2020 siano, invece, stati fattori culturali di matrice relazionale, ossia una commistione di fattori identitari, personali e sociali. Tra le variabili analizzate in tal senso c\u2019\u00e8 la solitudine, provata dai rispondenti per effetto dell\u2019interruzione delle relazioni sociali extradomestiche (Fig. 3). Le emozioni primarie negative sono risultate sempre superiori nel Mezzogiorno e cos\u00ec anche la solitudine; e questo, come anticipato, in presenza di minori rischi lavorativi ed economici percepiti rispetto alle aree centrali e nordiche del paese.<\/p>\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/6602172\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n\n\n\n<p>Per verificare la correlazione tra la presenza di emozioni primarie, positive e negative, e le altre caratteristiche degli intervistati, \u00e8 stata successivamente applicata una tecnica di classificazione basata sugli alberi decisionali<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. La classificazione \u00e8 stata ottenuta scegliendo una variabile obiettivo, che nel nostro caso \u00e8 quella che deriva dalla sintesi delle informazioni rilevate per le emozioni primarie, e quindi osservando i valori assunti in tutti i sotto-campioni intercettati dall\u2019algoritmo e che si differenziano attraverso i valori di variabili indipendenti dette predittori. Questi ultimi, sono stati scelti tra le seguenti variabili: genere, area geografica, istruzione (livello medio-basso e alto), clima domestico (una sintesi, su una scala compresa tra valori positivi e negativi che variano da -6 a +6, delle variabili collaborazione, affetto e relazioni pacifiche in ambito domestico), classe di et\u00e0 (quattro classi di et\u00e0: fino a 29, 30-49, 50-69, pi\u00f9 di 70), genitorialit\u00e0 (non essere genitore, avere figli di et\u00e0 inferiore a 12 anni, avere figli di et\u00e0 superiore a 12 anni), rischi professionali dovuti all&#8217;emergenza sanitaria, fiducia sistemica (una variabile derivante dalla sintesi di 13 item con cui gli intervistati esprimevano il livello di fiducia verso istituzioni e organizzazioni pubbliche; valori elevati sono relativi ad alta fiducia nel sistema). I risultati che presenta l\u2019albero decisionale sono molto interessanti perch\u00e9, nonostante le numerose variabili utilizzate per la creazione del modello interpretativo, solo alcune di esse sono risultate cruciali nel prevedere gli indicatori delle emozioni primarie. La classificazione risultante dall\u2019applicazione di questa tecnica rappresenta la suddivisione del campione intervistato in sottogruppi (detti nodi) a seconda del livello di emozioni provate e delle variabili caratteristiche che rappresentano i vari sottogruppi (variabili indipendenti) (Fig. 4). Al primo livello della suddivisione \u00e8 stata evidenziata la ripartizione relativa alla variabile sulla localizzazione geografica proprio per avere un\u2019immagine di confronto tra le aree geografiche rispetto alle variabili utilizzate nell\u2019analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 4. Albero decisionale su emozioni primarie scaturite dal lockdown e alcune variabili predittive. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"541\" src=\"http:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Albero-decisionale-Distanziamento-fisico-e-condinamento-domestico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-382\" srcset=\"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Albero-decisionale-Distanziamento-fisico-e-condinamento-domestico.jpg 750w, https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Albero-decisionale-Distanziamento-fisico-e-condinamento-domestico-300x216.jpg 300w, https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Albero-decisionale-Distanziamento-fisico-e-condinamento-domestico-240x172.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"Fonte: Osservatorio MSA-COVID-19. CNR-IRPPS, 2020\">Fonte: Osservatorio MSA-COVID-19. CNR-IRPPS, 2020<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il ramo dell\u2019albero che riguarda gli intervistati del Centro e del Nord d\u2019Italia mostra una misura delle emozioni meno negative rispetto alla media generale (-2,86 contro -3,16 del campione totale) e presenta una prima suddivisione in due sottogruppi distinti per il genere. Le donne hanno valori medi di emozioni negative molto pi\u00f9 alti rispetto agli uomini (rispettivamente -3,53 contro -2,28) e si suddividono in sottogruppi attraverso una variabile che rappresenta una dimensione individuale, cio\u00e8 il clima domestico: chi vive una situazione difficile in casa presenta valori di emozioni pi\u00f9 negative rispetto alle donne in generale o rispetto alle donne che riportano un\u2019atmosfera familiare pi\u00f9 positiva. Dal lato maschile, invece, la dimensione che regola la differenza nelle emozioni \u00e8 di tipo collettivo in quanto \u00e8 la preoccupazione per la precariet\u00e0 lavorativa ad essere correlata con le emozioni pi\u00f9 negative. Anche in questo caso, per\u00f2, gli uomini hanno sempre valori meno negativi rispetto alle donne. Chi risiede nel Mezzogiorno d\u2019Italia presenta valori medi generali delle emozioni pi\u00f9 negativi rispetto alla media generale (rispettivamente -3,63 contro -3,16). Al Sud la prima suddivisione \u00e8 ancora per genere: le donne presentano valori di emozioni pi\u00f9 negativi rispetto agli uomini e anche rispetto alle donne del Nord e del Centro (il valore medio delle donne del Sud \u00e8 -4,36), e questo vale anche per gli uomini del Sud, che, pur avendo un valore pi\u00f9 alto rispetto alle conterranee, presentano valori medi di emozioni pi\u00f9 elevati rispetto agli uomini residenti negli altri contesti geografici nazionali (il valore medio degli uomini del Sud \u00e8 -2,97). Anche in questo caso la differenza sostanziale per le donne \u00e8 determinata dalla dimensione individuale rappresentata dal clima domestico che acuisce le emozioni negative quando ha valori pi\u00f9 bassi. Per gli uomini \u00e8 ancora il fattore collettivo rappresentato dalla preoccupazione per i rischi lavorativi ad essere correlato con la presenza di emozioni pi\u00f9 negative. Non \u00e8 per\u00f2 il solo valore della variabile obiettivo e delle variabili indipendenti che \u00e8 importante segnalare in questa descrizione. Va notato anche il numero di individui che \u00e8 rappresentato in ogni nodo. In effetti, pur avendo riscontrato una correlazione tra rischio per il lavoro ed intensificarsi della negativit\u00e0 delle emozioni, bisogna rimarcare che questo fenomeno \u00e8 relativo ad una quota molto ristretta del campione soprattutto al Sud (12,7% al Centro-Nord e 7,1% nel Mezzogiorno). In altri termini, se pure esiste una relazione tra rischi economici e presenza di emozioni negative &#8211; un fatto, come anticipato, atteso soprattutto in condizioni di precariet\u00e0 lavorativa -, \u00e8 anche vero che questa dinamica non \u00e8 la pi\u00f9 comune perch\u00e9 riguarda una piccola parte degli individui.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo studio ha dimostrato che, durante il lockdown della primavera del 2020, la localizzazione geografica ha inciso sui livelli delle emozioni primarie percepite per effetto del clima domestico e dunque dell\u2019interazione tra conviventi in assenza di interazioni esterne e in particolare in concomitanza con l\u2019interruzione dei flussi fisici delle reti amicali, parentali e di vicinato, che sappiamo essere ancora oggi molto importanti e di supporto anche di tipo assistenziale nel Sud d\u2019Italia. I risultati hanno inoltre evidenziato le donne come principali vittime del clima familiare. Diversamente, seppur a fronte di livelli di emozioni primarie negativi sempre inferiori alle donne, sono prevalentemente gli uomini a richiamare i rischi lavorativi come fattore perturbativo a livello individuale. Queste correlazioni sono per\u00f2 in linea con il pi\u00f9 classico degli stereotipi di genere, che vuole la donna come angelo del focolare domestico e l\u2019uomo procacciatore di reddito. Pur dovendo specificare che i nostri dati dimostrano la presenza di sacche di particolare criticit\u00e0 solo in ristretti gruppi di popolazione, ci\u00f2 non deve indurre a sottovalutare ogni situazione di disagio sociale. Questo, anzi, appare come il momento di prevedere un\u2019osservazione, continua e puntuale, dei fenomeni pi\u00f9 allarmanti di devianza e violenza sociale, tenendo certamente conto delle differenziazioni anche di tipo geografico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondimenti:<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-irpps wp-block-embed-irpps\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.irpps.cnr.it\/musa\/msa-covid19\/\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Kotu V., Deshpande B. (2019). Data Science. Concepts and Practice, Morgan Kaufmann, Burlington ma, 2019, 2nd ed.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Ekman P. (1994). The nature of emotion, Oxford University Press, New York.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Cerbara, L., Ciancimino, G., Crescimbene, M., La Longa, F., Parsi, MR., Tintori, A., Palomba, R.<\/p>\n\n\n\n<p>(2020) A nation-wide survey on emotional and psychological&nbsp;impacts of COVID-19 social distancing. European Review for Medical and Pharmacological Sciences. Vol. 24 &#8211; N. 12, 7155-7163, https:\/\/10.26355\/eurrev_202006_21711.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> DECRETO-LEGGE 8 marzo 2020, n. 11. Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 giudiziaria (20G00029) (GU Serie Generale n.60 del 08-03-2020).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Perra N. (2021). Non-pharmaceutical interventions during the COVID-19 pandemic: A review. <em>Phys Rep<\/em>. doi: 10.1016\/j.physrep.2021.02.001.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Antonio Tintori. La pandemia da COVID-19 rappresenta un evento inedito da molteplici punti di vista. Innanzitutto, la sua portata ha coinvolto paesi, culture ed economie anche radicalmente diverse tra loro. Ci\u00f2 ha aperto a scenari almeno in parte imprevedibili, in termini di reazioni della popolazione. La pandemia ha infatti investito tutti, poveri e ricchi, e persone pi\u00f9 o meno istruite e con diversa capacit\u00e0 di discernimento delle informazioni. Questo ha dato luogo a una molteplicit\u00e0 di risposte in termini psicosociali, che sono state rilevate e analizzate dal gruppo di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":386,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[166],"tags":[183,171,186,174,175,95,22,168,169,170,172,180,182,181,179,167,8,176,185,7,178,184,173,177],"class_list":["post-373","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-antonio-tintori","tag-antropologia","tag-atteggiamenti","tag-centro","tag-cnr","tag-cnr-irpps","tag-coronavirus","tag-covid-19","tag-distanziamento","tag-distanziamento-fisico","tag-distanziamento-sociale","tag-emozioni","tag-emozioni-negative","tag-geografia-umanistica","tag-identitarieta","tag-lavoro","tag-lockdown","tag-mezzogiorno","tag-musa","tag-nord","tag-pandemia","tag-prospettive-di-lavoro","tag-relazioni-sociali-extrafamiliari","tag-territorio-nazionale","tag-timori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=373"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":395,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373\/revisions\/395"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}