{"id":397,"date":"2021-08-26T15:34:11","date_gmt":"2021-08-26T13:34:11","guid":{"rendered":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=397"},"modified":"2021-11-22T16:26:52","modified_gmt":"2021-11-22T15:26:52","slug":"la-scuola-che-verra-un-esercizio-di-riflessione-per-immaginare-la-scuola-post-pandemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=397","title":{"rendered":"\u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d: un esercizio di riflessione per immaginare la scuola post-pandemica"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/anna-milione-2\/\">Anna Milione<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale futuro attende l\u2019educazione e la scuola pubblica italiana? La pandemia COVID-19 ha scosso profondamente tutte le istituzioni scolastiche e formative, ne ha messo a nudo i punti nevralgici,&nbsp; i limiti strutturali e le profonde disuguaglianze che le abitano, aggravando i rischi di marginalit\u00e0 e esclusione connessi alla transizione digitale. Nel dibattito sulle conseguenze comportate dalle misure di lockdown e sugli scenari futuri della scuola emergono diverse visioni che guardano alla crisi attuale come a un\u2019opportunit\u00e0 di apprendimento \u201ctrasformativo\u201d (Mezirow 1991) in cui promuovere il cambiamento degli assetti organizzativi e didattici che da tempo si auspica nel sistema educativo. Si pu\u00f2 dire che nella forzata interruzione dell\u2019attivit\u00e0 ordinaria indotta dalla crisi sanitaria, le scuole abbiano fronteggiato un \u201cgigantesco compito di realt\u00e0\u201d (Lorenzoni 2020) in cui rimettere in discussione se stesse, riflettere sulla relazione insegnamento-apprendimento e sui diversi pubblici che essa coinvolge, sui paradigmi pedagogici, le metodologie e gli strumenti da mettere in campo per riprogettare le attivit\u00e0 didattiche ai fini del miglioramento e dell\u2019inclusivit\u00e0. Certo servono risorse finanziarie e in tal senso il PNRR rappresenta una straordinaria occasione di investimento sul futuro, ma, soprattutto, serve una capacit\u00e0 di immaginazione di nuovi scenari istituzionali, uno sforzo individuale e collettivo per mettere in moto e impiegare al meglio queste risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa linea l\u2019indagine \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d, maturata nell\u2019ambito del progetto L@BED del <a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\">CNR-IRPPS<\/a> e del <a href=\"http:\/\/www.scienzesociali.unina.it\/\">Dipartimento di Scienze Sociali dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli \u201cFederico II\u201d<\/a> su digitalizzazione ed educazione di cui \u00e8 stato pubblicato il 2 agosto scorso il report \u00ab<em><a href=\"https:\/\/bit.ly\/3mACbAP\">Nel crepuscolo dell\u2019ora di lezione. La \u201cnormalit\u00e0\u201d post pandemica nell\u2019immaginario degli insegnanti<\/a><\/em>, ha realizzato un percorso di ricerca con i docenti e i dirigenti delle \u201c<a href=\"https:\/\/piccolescuole.indire.it\/\">Piccole Scuole<\/a>\u201d della rete nazionale di <a href=\"https:\/\/www.indire.it\/\">INDIRE<\/a> e i dirigenti dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.andis.it\/\">ANDIS<\/a> (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici). L\u2019indagine propone un esercizio di riflessione finalizzato ad immaginare gli assetti istituzionali della scuola nel nuovo scenario post-pandemico, similmente a quello proposto dal filosofo-sociologo francese<a href=\"http:\/\/www.bruno-latour.fr\/\"> Bruno Latour<\/a> (2020) come opportunit\u00e0 per ripensare il presente e immaginare un nuovo modello di sviluppo e di societ\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine si \u00e8 realizzata online, nella fase conclusiva del primo lockdown, tra la fine di maggio e il 14 settembre del 2020, e prefigura ulteriori approfondimenti in versione digitale oppure in presenza, in relazione alle possibilit\u00e0 che si daranno nella crisi sanitaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno partecipato alla ricerca perlopi\u00f9 docenti (60%) in misura minore dirigenti (32%), prevalentemente di genere femminile che lavorano nelle regioni del Nord (50%) e del Sud (33%), in misura minore nelle regioni del Centro (11%). L\u2019et\u00e0 \u00e8 di 52 anni in media: pi\u00f9 alta per i dirigenti (55 in media) pi\u00f9 bassa per i docenti (50 anni in media). Si tratta di un campione non rappresentativo statisticamente che costituisce un gruppo \u201cpilota\u201d per esplorare il punto di vista dei primi ordini di scuola, ovvero dei docenti e dirigenti delle scuole dell\u2019infanzia e del primo ciclo di istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversamente dalla letteratura sui futuri dell\u2019educazione, promossa dalle organizzazioni intergovernative quali l\u2019<a href=\"https:\/\/www.osce.org\/it\">OCSE <\/a>(2020) e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.unesco.it\/\">UNESCO<\/a> (2020) l\u2019indagine ha avuto un taglio \u201cbotton-up\u201d, ovvero ha sollecitato la produzione di visioni dal basso, raccogliendo il punto di vista, le idee e le proposte degli attori partecipanti alla ricerca.&nbsp; La metodologia di raccolta dati ha indotto un processo di attivazione originale dei soggetti coinvolti. Raccogliendo la sollecitazione di Latour \u201ca fare l\u2019inventario annuale\u201d per ripensare il mondo post-pandemico, si \u00e8 chiesto ai dirigenti e ai docenti di immaginare come andrebbero riconfigurate le attivit\u00e0 della scuola in vista del superamento della crisi pandemica, facendo un inventario delle attivit\u00e0 \u201cda abbandonare\u201d, da \u201criprendere come prima\u201d, da \u201csviluppare\u201d o completamente \u201creinventare\u201d. Lo strumento utilizzato, un questionario con prevalenza di domande aperte, ha consentito di sviluppare riflessioni e proposte articolate al di fuori di categorie e risposte preconfezionate.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi dei contenuti \u00e8 stata realizzata in modo coordinato dal gruppo di ricerca INDIRE e CNR-IRPPS attraverso diverse sessioni di lavoro organizzate per sottogruppi e discussioni collettive. Le procedure di analisi qualitativa della \u201c<a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788843044887\">Grounded Theory<\/a>\u201d (Tarozzi 2008) hanno consentito di estrapolare dai concetti espressi dai docenti e dai dirigenti le categorie concettuali che delineano le loro visioni e proposte relative allo scenario post-pandemico, nonch\u00e9 gli aspetti pi\u00f9 ricorrenti in relazione alla frequenza con la quale sono stati richiamati.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati emergenti descrivono uno spazio semantico e propositivo elaborato nella prima ondata della pandemia, in un momento in cui non c\u2019era ancora consapevolezza della gravit\u00e0 della situazione e si immaginava la possibilit\u00e0 di un imminente ritorno alla normalit\u00e0, con la riapertura delle scuole. Questa impressione probabilmente ha condizionato l\u2019esercizio proiettivo, che lascia emergere una visione sfuocata, definita dai ricercatori \u201ccrepuscolare\u201d, nel senso di non nettamente delineata, per indicare la sua scarsa nitidezza, con alcuni elementi chiari e altri appena percepibili. Non si sviluppano immagini complete, prevalgono le sfumature di significato, soprattutto, non si delinea il \u201ccome reinventare\u201d gli assetti tradizionali della scuola. Ciononostante, l\u2019analisi offre interessanti spunti di riflessione per il dibattito contemporaneo sui processi di trasformazione della scuola, che richiamiamo brevemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le risposte di coloro che non vorrebbero sospendere alcuna attivit\u00e0 pre-pandemica e l\u2019attaccamento alla forma scolastica in presenza sembrano avere un peso rilevante, al tempo stesso, in relazione alle esperienze della didattica a distanza realizzate nel lockdown, emergono diverse indicazioni per trasformare la scuola che nello scenario post-pandemico auspicano il cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali indicazioni convergono prevalentemente sulla necessit\u00e0 di superare la forma della \u201clezione frontale\u201d tipica del modello trasmissivo e disciplinare della scuola tradizionale. I focus principali su cui si concentra la riflessione, sono le metodologie didattiche, le opportunit\u00e0 offerte dall\u2019integrazione delle tecnologie digitali, lo spazio e il tempo della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>La riflessione relativa alle metodologie didattiche \u00e8 molto ricca e si concentra, in particolare, sulle \u201cattivit\u00e0 laboratoriali\u201d. Seppure non chiaramente definita e, con diverse sfumature di significato, l\u2019idea di laboratorio emergente manifesta una prospettiva pedagogica attiva che con modalit\u00e0 diverse favorirebbe l\u2019apprendimento dei discenti, stimolandone la motivazione e la creativit\u00e0, in particolare, richiama l\u2019uso di approcci cooperativi e per piccoli gruppi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La questione delle metodologie si collega fortemente a quella dell\u2019integrazione delle tecnologie digitali da non considerare in contrapposizione alla didattica in presenza nelle modalit\u00e0 di insegnamento. Per un gruppo corposo di risposte la reinvenzione delle attivit\u00e0 si realizzerebbe attraverso un uso pi\u00f9 consapevole degli strumenti digitali, per applicare metodologie innovative nella didattica in aula (quali la<a href=\"http:\/\/innovazione.indire.it\/avanguardieeducative\/flipped-classroom\"> <em>flipped classroom<\/em><\/a>) e esplorare nuove modalit\u00e0 di insegnamento nella didattica a distanza.&nbsp; Le tecnologie digitali possono migliorare gli apprendimenti e agevolare la loro personalizzazione, favorire la centralit\u00e0 dello studente attraverso il suo coinvolgimento attivo nella didattica, ampliare i confini spaziali e temporali della scuola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molte indicazioni convergono nel ridisegnare lo spazio e il tempo della scuola. Emerge la necessit\u00e0 di ripensare il \u201c<a href=\"https:\/\/www.tecnicadellascuola.it\/cose-il-setting-daula-la-classe-scomposta-e-i-nuovi-ambienti-di-apprendimento\">setting d\u2019aula<\/a>\u201d, a partire dalle esigenze imposte dal distanziamento fisico, ma anche per valorizzare le opportunit\u00e0 educative offerte dalle attivit\u00e0 svolte negli spazi esterni (<em><a href=\"https:\/\/www.indire.it\/2021\/05\/19\/outdoor-education-e-la-nuova-proposta-dinnovazione-di-avanguardie-educative\/\">outdoor education<\/a><\/em>). Questo aspetto palesa la domanda di incremento dell\u2019edilizia scolastica, date le forti carenze strutturali, e di una maggiore disponibilit\u00e0 di spazi extrascolastici da destinare ad attivit\u00e0 educativa sviluppando forme di collaborazione con i diversi attori del territorio. Anche il tempo scuola assume un ruolo fondamentale nei processi educativi, in proposito si richiama una maggiore flessibilit\u00e0 dei tempi, la necessit\u00e0 di incrementare il tempo pieno per contrastare la povert\u00e0 educativa e di modificare l\u2019organizzazione oraria dei docenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne i contenuti diverse indicazioni suggeriscono il rafforzamento di alcuni ambiti del curricolo che riguardano la corporeit\u00e0 e le competenze espressive. In alcuni casi si esprime la preoccupazione di recuperare la dimensione della compresenza fisica quale condizione imprescindibile della relazione educativa che \u00e8 stata forzatamente impedita nella didattica a distanza e dalle misure di distanziamento fisico, in altri casi si sottolinea pi\u00f9 esplicitamente il ruolo e il valore del corpo nei processi di apprendimento. Pi\u00f9 in generale, per sviluppare maggiormente le competenze espressive si evidenzia la necessit\u00e0 di consolidare i percorsi di educazione motoria e dedicare una specifica attenzione nei curricoli scolastici alle discipline del teatro, della musica e della danza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul versante organizzativo si delinea in maniera pi\u00f9 chiara il suggerimento di rivedere le modalit\u00e0 del lavoro dei docenti per quanto concerne le attivit\u00e0 collegiali. In tal caso l\u2019uso dei dispositivi digitali sembra essere stato maggiormente apprezzato e lascia intravedere la possibilit\u00e0 di continuare ad assicurare forme di coordinamento dei processi lavorativi a distanza attraverso le video conferenze.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, le indicazioni su cui ci siamo brevemente soffermati sembrano delineare uno scenario post-pandemico decisamente in contro tendenza rispetto alle politiche scolastiche delle ultime decadi: si prospetta una nuova forma scolare che restituisce centralit\u00e0 alla relazione educativa attraverso il ridimensionamento del numero di studenti per classe, un organico dei docenti pi\u00f9 copioso e stabile, spazi educativi adeguati che valorizzino le risorse del territorio, pedagogie attive che integrino le tecnologie digitali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto di ricerca \u00ab<a href=\"https:\/\/bit.ly\/3mACbAP\">Nel crepuscolo dell\u2019ora di lezione. La \u201cnormalit\u00e0\u201d post-pandemica nell\u2019immaginario degli insegnanti<\/a>\u00bb \u00e8 <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3mACbAP\">liberamente visibile e scaricabile online<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Latour, B. (2020), \u201c<em><a href=\"https:\/\/aoc.media\/opinion\/2020\/03\/29\/imaginer-les-gestes-barrieres-contre-le-retour-a-la-production-davant-crise\/\">Imaginer les gestes-barri\u00e8res contre le retour \u00e0 la production d\u2019avant-crise<\/a>\u201d<\/em>. <em>AOC<\/em>. Retrieved from &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lorenzoni, F. (2020) \u201c<em><a href=\"http:\/\/intern.az\/1BID\">Restare accanto agli studenti \u00e8 la prima sfida per la scuola<\/a><\/em>\u201d, Internazionale, 2020 <\/p>\n\n\n\n<p>Mezirow, J. (2003) <em><a href=\"https:\/\/www.raffaellocortina.it\/scheda-libro\/jack-mezirow\/apprendimento-e-trasformazione-9788870788310-969.html\">Apprendimento e trasformazione. Il significato dell\u2019esperienza e il valore della riflessione nell\u2019apprendimento degli adult<\/a>i<\/em>, trad. it., Milano: Raffaello Cortina.<\/p>\n\n\n\n<p>OECD. (2020). <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1787\/d08897ba-en\">Scenarios: A user guide<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p>Tarozzi, M. (2008) <em><a href=\"https:\/\/bit.ly\/3BkxY8F\">Che cos\u2019\u00e8 la Grounded Theory<\/a><\/em>. Roma: Carocci.<\/p>\n\n\n\n<p>UNESCO (2020). <a href=\"https:\/\/en.unesco.org\/futuresofeducation\/news\/nine-ideas-for-public-action\">Futures of Education &#8211; 9 ideas for public action<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Milione. Quale futuro attende l\u2019educazione e la scuola pubblica italiana? 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