{"id":412,"date":"2021-09-23T09:43:26","date_gmt":"2021-09-23T07:43:26","guid":{"rendered":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=412"},"modified":"2021-09-28T08:35:45","modified_gmt":"2021-09-28T06:35:45","slug":"apprendere-dallesperienza-per-contrastare-la-violenza-il-ruolo-del-progetto-viva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=412","title":{"rendered":"Apprendere dall\u2019esperienza per contrastare la violenza. Il ruolo del Progetto Viva"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/pietro-demurtas-2\/\">Pietro Demurtas.<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Il <em><a href=\"https:\/\/viva.cnr.it\">Progetto Viva \u2013 Monitoraggio, valutazione e analisi degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne<\/a><\/em>, nato nell\u2019ambito di un accordo di collaborazione tra<a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\"> CNR-IRPPS<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.pariopportunita.gov.it\/\">Dipartimento per le Pari Opportunit\u00e0 della Presidenza del Consiglio<\/a>, ha indagato il sistema dell\u2019antiviolenza italiano adottando una prospettiva di genere conforme al framework concettuale e alla postura interpretativa richiesti dalla <em><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/17\/DOSSIER\/750635\/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h22\">Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica<\/a><\/em>, o Convenzione di Istanbul. In quest\u2019ottica, la violenza contro le donne non \u00e8 considerata come disfunzione o deviazione, ma come un fenomeno radicato nelle diseguaglianze che si producono nella struttura di genere, intesa come struttura sociale. In funzione delle posizioni differenziali che vi assumono uomini e donne, questa struttura riproduce infatti uno svantaggio femminile che finisce per alimentare relazioni di potere sbilanciate e rappresentazioni stereotipate (Risman, 2004), le quali plasmano e giustificano la violenza maschile, in primo luogo agli occhi di chi la compie e in alcuni casi in chi la osserva e dovrebbe contrastarla, come dimostrano le esperienze di vittimizzazione secondaria riportate dalle donne che decidono di denunciare (GREVIO, 2020). Questo fenomeno deve inoltre essere letto entro il framework della violazione dei diritti umani (adottato a livello internazionale gi\u00e0 a partire dal 1979, con la <em><a href=\"https:\/\/cidu.esteri.it\/resource\/2016\/09\/48434_f_CEDAWmaterialetraduzione2011.pdf\">Convenzione per l&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne<\/a>), <\/em>con cui si sottolineano le responsabilit\u00e0 statali laddove siano accertate omissioni da parte delle autorit\u00e0 che sono chiamate a proteggere le vittime. Si deve a questo proposito ricordare che, nel 2017, il nostro Paese \u00e8 stato condannato dalla Corte europea dei diritti umani nel caso <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg18\/attachments\/sentenza\/sintesi_sentenzas\/000\/000\/686\/Causa_Talpis_c.pdf\">Talpis contro Italia<\/a>, che ha puntato il dito contro il ritardo delle autorit\u00e0 competenti nell\u2019adozione delle tutele necessarie ad evitare il tentato omicidio della ricorrente e l\u2019omicidio del figlio, a fronte di precedenti denunce per maltrattamenti familiari depositate contro il marito. Il bollettino dei femminicidi scandito regolarmente dai media testimonia come queste omissioni non siano rare e come molto, troppo spesso i rischi per chi vive in situazione di violenza si alimentino nel difficile coordinamento tra i soggetti che a vario titolo dovrebbero assicurarne la protezione. Il sistema dell\u2019antiviolenza \u00e8 infatti un complesso campo d\u2019intervento caratterizzato dall\u2019interconnessione tra numerosi soggetti, i quali sono portatori di sensibilit\u00e0, conoscenze, e approcci di lavoro anche molto distanti tra loro. Tra questi, l\u2019approccio di genere \u00e8 abitualmente adottato dalle operatrici dei centri antiviolenza e delle case rifugio, meno frequentemente da operatrici e operatori dei servizi generali, ovvero tutti i servizi che per loro funzione entrano in contatto con le donne che vivono in situazione di violenza, pur non essendo dedicati al loro specifico supporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nostro Paese, la nascita di questo complesso e interconnesso campo di intervento \u00e8 stata storicamente influenzata da due spinte: dal basso, una pressione esercitata dai movimenti delle donne e femministi sulle istituzioni locali, regionali e nazionali per la presa in carico del fenomeno, a cui si deve sommare il concreto supporto fornito alle donne nell\u2019ambito dei centri antiviolenza e delle case rifugio, nati come spazi di trasformazione politica e culturale (Pisa 2018); dall\u2019alto, l\u2019azione di <em>moral suasion <\/em>esercitata dalle istituzioni sovra-nazionali (Corradi e Bandelli, 2018), rafforzata nel 2013 con la ratifica della <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/17\/DOSSIER\/750635\/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h22\">Convenzione di Istanbul<\/a>. Si deve al contempo sottolineare che la progressiva strutturazione di politiche e interventi non \u00e8 stata n\u00e9 lineare n\u00e9 uniforme. Dal canto loro, le regioni hanno infatti normato, programmato e gestito questa materia in tempi e modalit\u00e0 anche molto differenti e se da un lato ci\u00f2 ha permesso il sorgere di risposte specifiche, al contempo ha prodotto una notevole frammentazione, mettendo in discussione l\u2019uniformit\u00e0 delle misure adottate a livello nazionale. Questa variabilit\u00e0 si moltiplica in funzione delle concrete relazioni che si instaurano a livello locale tra istituzioni, servizi generali e specializzati, che in molti casi si coordinano nell\u2019ambito delle reti territoriali antiviolenza, considerate in linea di principio il fulcro della governance locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prospettiva da un lato di ampliare la conoscenza su questo complesso sistema e dall\u2019altro di valutare i cambiamenti promossi dai piani nazionali di contrasto alla violenza sulle donne, il <a href=\"https:\/\/viva.cnr.it\">Progetto Viva<\/a> ha realizzato, nell\u2019arco di un triennio, numerose e interconnesse attivit\u00e0 di ricerca-azione. Alcuni dei risultati, maturati nel primo biennio di attivit\u00e0, sono stati recentemente pubblicati nel volume <strong>\u201c<a href=\"https:\/\/comunicazione.cnr.it\/novita-editoriale\/385\/violenza-contro-le-donne-in-italia-ricerche-orientamenti-e-buone-pratiche\">Violenza contro le donne in Italia. Ricerche, orientamenti e buone pratiche<\/a>\u201d<\/strong> edito da Guerini scientifica e CNR edizioni (<a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/pietro-demurtas-2\/\">Demurtas<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/maura-misiti-2\/\">Misiti<\/a>, 2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Con riferimento all\u2019obiettivo di migliorare la conoscenza sugli attori che concretamente prevengono e contrastano il fenomeno sul territorio, uno dei pi\u00f9 significativi contributi del <a href=\"https:\/\/viva.cnr.it\">Progetto Viva<\/a> \u00e8 rappresentato dalla prima mappatura nazionale relativa ai servizi specializzati (ovvero centri antiviolenza e case rifugio per le vittime e programmi di intervento per i maltrattanti) e a quelli generali attivi nelle reti territoriali antiviolenza. In particolare, la mappatura dei centri antiviolenza e delle case rifugio \u00e8 stata realizzata combinando i risultati di due indagini parallele condotte nel 2018 da<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/\"> Istat<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\">Cnr-Irpps<\/a> rispettivamente sui presidi gi\u00e0 finanziati dalle regioni e quelli che, pur presenti nel database della help-line nazionale (1522), non sono stati oggetto di finanziamento pubblico. A partire da questi dati, relativamente ai centri antiviolenza \u00e8 stato costruito un indicatore statistico volto a valutare il livello di aderenza agli standard codificati nell\u2019Intesa Stato-Regioni del 2014, ovvero ai requisiti che questi presidi sono tenuti ad esibire nel momento in cui chiedono accesso ai finanziamenti pubblici: come atteso, tra i centri indagati da <a href=\"http:\/\/www.istat.it\">Istat <\/a>si osserva un\u2019aderenza maggiore rispetto a quelli rilevati dal <a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\">Cnr-Irpps<\/a>, ma appare degno di nota il fatto che, anche tra i primi, il 40% si caratterizzi per un livello di aderenza basso o medio-basso (70% tra i secondi). Queste analisi gettano un\u2019ombra sulla capacit\u00e0 dell\u2019Intesa di fissare un livello minimo e omogeneo di prestazioni a livello nazionale e conferma inoltre la necessit\u00e0 di una sua revisione, segnalata a pi\u00f9 riprese anche dalle associazioni nazionali dei centri e dalle stesse Regioni. Rispetto ai programmi rivolti ai maltrattanti, l\u2019indagine <a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\/\">Cnr-Irpps<\/a> ha fatto emergere una distribuzione territoriale sbilanciata verso le regioni settentrionali, evidenziando alcune aree critiche, tra cui il limitato numero medio di uomini maltrattanti intercettati e presi in carico, l\u2019eterogeneit\u00e0 delle procedure seguite per valutare il rischio di reiterare i comportamenti violenti e la diffusa difficolt\u00e0 a collaborare coi centri antiviolenza presenti sul territorio (Demurtas, 2020).<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza delle indagini quantitative, che si sono focalizzate per lo pi\u00f9 sulle caratteristiche strutturali dei servizi, le visite sul campo hanno consentito di studiarne in profondit\u00e0 le concrete pratiche d\u2019intervento, assumendo a riferimento le principali dimensioni di interesse segnalate dagli standard internazionali. Se quindi le informazioni raccolte durante le visite presso centri antiviolenza e case rifugio possono informare l\u2019attuale processo di revisione dell\u2019Intesa Stato-Regioni, quelle rilevate presso i programmi di intervento dedicati ai maltrattanti possono contribuire a definire ex novo un insieme di standard nazionali, ad oggi ancora assenti. L\u2019approfondimento qualitativo ha inoltre fatto luce sulle tensioni che si generano nell\u2019interazione tra i diversi nodi delle reti territoriali antiviolenza: queste costituiscono infatti un ambito privilegiato per osservare, da un lato, le sfide simboliche che emergono nell\u2019incontro tra culture e routine professionali eterogenee e, dall\u2019altro, le potenzialit\u00e0 trasformative che si generano nel corso delle collaborazioni fatte sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ulteriore obiettivo del <a href=\"http:\/\/viva.cnr.it\">Progetto Viva<\/a> \u00e8 stato quello di promuovere l\u2019importanza della valutazione intesa sia come strumento di \u201cknowledge management\u201d a disposizione del DPO e degli altri soggetti interessati, a vario titolo, a migliorare l\u2019esecuzione, l\u2019efficienza, l\u2019efficacia, e la qualit\u00e0 dei progetti implementati, sia come strumento di democrazia, dal momento che fornisce elementi di informazione e riflessione a una pluralit\u00e0 di soggetti che possono, su questa base, intervenire nell\u2019arena politica in maniera pi\u00f9 consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, rispetto al <a href=\"http:\/\/www.interno.gov.it\/it\/notizie\/adottato-piano-dazione-straordinario-contro-violenza-sessuale-e-genere\"><em>Piano d\u2019azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere 2015\/2017<\/em> <\/a>\u00e8 stato evidenziato il merito di aver avviato in Italia un percorso di riflessione e confronto sulle modalit\u00e0 di gestione di un problema sociale affrontato in precedenza in maniera non sistemica. La ricerca valutativa sulle realizzazioni e i risultati di questo Piano, ha inoltre enfatizzato: l\u2019avvio di importanti processi partecipativi, che si sono concretizzati in particolare nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.osservatorioviolenza.org\/\">Osservatorio Nazionale<\/a> (l\u2019organismo tecnico di supporto alla Cabina di regia politica) e nella costituzione di una banca dati gestita da <a href=\"http:\/\/www.istat.it\">ISTAT<\/a>; l\u2019immissione, grazie al Piano, di risorse finanziarie pubbliche specifiche sul tema della violenza sulle donne che, andando ad aggiungersi a quelle regionali e locali, hanno contribuito a far evolvere la conoscenza del fenomeno, a sostenere il potenziamento e sviluppo delle attivit\u00e0 gi\u00e0 implementate e, soprattutto, a consentire la sperimentazione di nuove modalit\u00e0 di intervento, che in molti casi sono state giudicate efficaci dagli stakeholders intervistati. A fronte di questi indiscutibili punti di forza sono emersi alcuni elementi di criticit\u00e0, tra i quali: la carente definizione del quadro logico degli interventi, che comporta l\u2019insufficienza di alcuni di quegli elementi informativi indispensabili a comprendere le intenzioni programmatiche e le modalit\u00e0 con cui queste si traducono in procedure e azioni; la mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio, che ha avuto ripercussioni negative sulla possibilit\u00e0 di acquisire agevolmente gli elementi conoscitivi necessari a orientare, in corso d\u2019opera, la pianificazione strategica e la programmazione operativa e restituire agli stakeholders informazioni utili a valorizzare quanto realizzato; una non del tutto compiuta applicazione delle previsioni della legge 119\/2013 rispetto al mandato del Piano di garantire azioni omogenee nel territorio nazionali e di valorizzare il contributo delle amministrazioni interessate e delle associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune di queste criticit\u00e0 sono state superate nel successivo <em><a href=\"http:\/\/www.pariopportunita.gov.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/testo-piano-diramato-conferenza.pdf\">Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne 2017-2020<\/a><\/em>, che \u00e8 stato oggetto di ricerche valutative ex ante e in itinere con finalit\u00e0 formative, nella prospettiva di fornire informazioni utili ai decisori politici per ricalibrare le proprie scelte, favorendo quindi un processo di apprendimento dall\u2019esperienza. Le analisi hanno evidenziato un indubbio passo in avanti sul fronte della definizione del quadro logico, dal momento che il documento strategico per il triennio 2017-2020 si \u00e8 da subito caratterizzato per un impianto pi\u00f9 articolato e coerente con le indicazioni della <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/17\/DOSSIER\/750635\/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h22\">Convenzione di Istanbul<\/a>, sebbene la sua declinazione operativa si sia conclusa con un notevole ritardo (luglio 2019), anche a causa del cambio delle forze politiche di governo. Tuttavia, alcune criticit\u00e0 che il Piano 2017-2020 ha ereditato, non sembrano aver trovato una tempestiva soluzione. In particolare, se prima dell\u2019approvazione del piano operativo non vi era una chiara definizione delle dotazioni finanziarie complessivamente stanziate e della loro ripartizione rispetto ai singoli assi strategici, una volta pubblicato \u00e8 stato riscontrato un sottofinanziamento dell\u2019asse Prevenzione, la cui importanza dovrebbe essere al contrario sostenuta da cospicui finanziamenti, laddove si intendesse combattere alla radice il fenomeno. Inoltre, gli studi condotti hanno sottolineato che un efficace sistema di monitoraggio dovrebbe comprendere non solo la dimensione finanziaria, ma anche quella delle procedure, il monitoraggio fisico e quello del contesto, dimensioni che ancor oggi non sono state sviluppate. Infine, ulteriori criticit\u00e0 sono emerse nel modello di <em>governance<\/em> adottato, con specifico riferimento all\u2019efficacia del processo di condivisione delle responsabilit\u00e0 progettuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste e altre considerazioni sono il risultato di continue interlocuzioni intrattenute dal <a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/poges\/viva-monitoraggio-valutazione-e-analisi-degli-interventi-di-prevenzione-e-contrasto-alla-violenza-contro-le-donne\/\">gruppo di ricerca Viv<\/a>a con testimoni privilegiati provenienti dalle istituzioni e dal mondo dell\u2019associazionismo, in particolare femminile che, come si \u00e8 ricordato, ha svolto e svolge tuttora un ruolo centrale nella protezione delle donne e nella promozione del loro <em>empowerment<\/em>. Uno dei pilastri del Progetto \u00e8 rappresentato infatti dall\u2019adozione di una metodologia partecipata, volta ad acquisire prospettive e punti di vista dei soggetti attivi nel campo, che si coniuga con una concezione pluralistica della valutazione, intesa ad incrementare le responsabilit\u00e0 decisionali, attraverso un costante coinvolgimento degli\/le stakeholder nella definizione dei possibili correttivi via via comunicati ai decisori politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferimenti bibliografici<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/scholar.google.it\/citations?user=ZVNVQxIAAAAJ&amp;hl=en\">Corradi C<\/a>. (2020), \u201c<a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/343125500_The_Interplay_between_States_and_Movements_on_Violence_against_Women_Comparative_Perspectives_in_Sociology_and_Policy_Analysis\">The Interplay between States and Movements on Violence Against Women. Comparative Perspectives in Sociology and Policy Analysis<\/a>\u201d in <a href=\"https:\/\/www.mediterraneanknowledge.org\/publications\/index.php\/journal\">&nbsp;Journal of Mediterranean Knowledge<\/a>-JMK\u00bb, vol. 5, pp. 3-17.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/pietro-demurtas-2\/\">Demurtas P<\/a>.,<a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/maura-misiti-2\/\"> Misiti M.<\/a> (a cura di) (2021) <em><a href=\"https:\/\/comunicazione.cnr.it\/novita-editoriale\/385\/violenza-contro-le-donne-in-italia-ricerche-orientamenti-e-buone-pratiche\">VIVA. Violenza contro le donne in Italia. Orientamenti e buone pratiche<\/a><\/em>, <a href=\"https:\/\/www.guerini.it\/\">Guerini Scientifica<\/a>, Milano.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.irpps.cnr.it\/staff\/pietro-demurtas-2\/\">Demurtas P.<\/a> (2020), \u201c<a href=\"https:\/\/www.ediesseonline.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/RPS-2-2020_Demurtas_free-text.pdf\">Cos\u00ec vicini, cos\u00ec lontani. I servizi specialistici di supporto alle donne vittime di violenza e i programmi rivolti ai maltrattanti<\/a>\u201d in <em><a href=\"https:\/\/www.ediesseonline.it\/rps\/\">La Rivista delle Politiche Sociali<\/a><\/em>, 2, pp. 193-212. ISBN: 978-88-230-2299-7<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.camera.it\/temiap\/2017\/09\/06\/OCD177-3021.pdf\">GREVIO<\/a> (2020), <a href=\"http:\/\/www.pariopportunita.gov.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grevio-revisione-last-08-06-2020.pdf\">Rapporto di Valutazione (di Base) sulle misure legislative e di altra natura da adottare per dare efficacia alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d\u2019Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) \u2013 ITALIA<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/soc.uic.edu\/profiles\/barbara-risman\/\">Risman B.J. <\/a>(2004), \u201c<a href=\"https:\/\/www.jstor.org\/stable\/4149444\">Gender as Social Structure: Theory Wrestling with Activism<\/a>\u201d, in <a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/home\/gas\">Gender &amp; Society<\/a>, 18, pp. 429-50.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.masterstudiepolitichedigenere.it\/docenti\/beatrice-pisa\/\">Pisa B<\/a>., 2017, <em><a href=\"http:\/\/www.aracneeditrice.it\/index.php\/pubblicazione.html?item=9788825501483\">Il movimento liberazione della donna nel femminismo italiano<\/a><\/em>, <a href=\"http:\/\/www.aracneeditrice.it\/\">Aracne<\/a>, Roma.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pietro Demurtas. Il Progetto Viva \u2013 Monitoraggio, valutazione e analisi degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, nato nell\u2019ambito di un accordo di collaborazione tra CNR-IRPPS e Dipartimento per le Pari Opportunit\u00e0 della Presidenza del Consiglio, ha indagato il sistema dell\u2019antiviolenza italiano adottando una prospettiva di genere conforme al framework concettuale e alla postura interpretativa richiesti dalla Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, o Convenzione di Istanbul. In quest\u2019ottica, la violenza&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":413,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[196],"tags":[],"class_list":["post-412","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pietro-demurtas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=412"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":419,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/412\/revisions\/419"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}