{"id":451,"date":"2022-03-15T15:46:12","date_gmt":"2022-03-15T14:46:12","guid":{"rendered":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=451"},"modified":"2022-08-29T14:40:53","modified_gmt":"2022-08-29T12:40:53","slug":"le-sfide-dellantiziganismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=451","title":{"rendered":"Le sfide dell\u2019antiziganismo"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\/sandro-turcio\/\">Sandro Turcio<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia vivono circa 150-180mila Rom, Sinti e Caminanti (RSC), pari a non pi\u00f9 dello 0,3% della popolazione italiana. Si tratta di una delle percentuali pi\u00f9 basse in Europa: se fossimo come la Bulgaria o la Macedonia i rom dovrebbero essere circa 6 milioni. In Europa, la popolazione roman\u00ed \u00e8 stimata in 11,3 milioni di persone, mentre in Unione Europea la stima media \u00e8 di 6,2 milioni di persone, pari a circa 1,2% della popolazione. Sono cittadini europei residenti in larga parte nei paesi dell\u2019area balcanica. Secondo la Commissione Europea, si tratta della minoranza pi\u00f9 numerosa e allo stesso tempo tra le pi\u00f9 discriminate, con tassi di povert\u00e0 ed esclusione assai elevati a causa di un diffuso sentimento antizigano (FRA 2018. Sul concetto e le forme dell\u2019antiziganismo si veda Piasere 2015).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"621\" src=\"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ROMTabella.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-455\" srcset=\"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ROMTabella.png 717w, https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ROMTabella-300x260.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>A dispetto della scarsa presenza, l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico grande paese europeo \u2013 penultimo in generale nell\u2019UE27 \u2013 a nutrire una pi\u00f9 forte ostilit\u00e0 verso i rom. Solo poco pi\u00f9 di un terzo degli italiani (36%) ritiene che la societ\u00e0 possa trarre benefici da una migliore integrazione della popolazione roman\u00ed, a fronte di una media europea del 61%. Peggio di noi fa solo Malta. Le nostre graduatorie riflettono una situazione del tutto speculare a quella finlandese: stessa bassa incidenza demografica, opinioni diametralmente opposte (i finlandesi sono gli europei pi\u00f9 aperti e positivamente orientati verso i rom).<\/p>\n\n\n\n<p>A cosa si deve tanta ostilit\u00e0? Le differenze in valori assoluti tra Italia e Finlandia, per quanto ampie (150 mila a confronto di 11 mila rom), non sono sufficienti a spiegare \u2013 dati gli ordini di grandezza di cui parliamo \u2013 una distanza tanto notevole nel gradimento o meno dei rom nei due paesi. D\u2019altra parte, anche nei paesi membri meno ostili alla popolazione roman\u00ed si riscontrano discriminazioni, segregazione e violazione dei diritti umani<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In prima battuta, tanta ostilit\u00e0 si spiega con gli automatismi che scattano quando si sentono le parole rom o la pi\u00f9 dispregiativa \u2018zingaro\u2019<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, perch\u00e9 in quel momento scattano tutti insieme stereotipi e pregiudizi secolari sulla pericolosit\u00e0 dei Rom e sul loro modo di vita, talvolta romanticizzato nella figura ideale della carovana o dell\u2019essere \u201cfigli del vento\u201d. L\u2019UE definisce l\u2019antiziganismo \u201cuna forma di razzismo insolitamente diffusa che \u2026 vede e tratta coloro che sono considerati come \u2018zingari\u2019 in un processo storico di \u2018alterizzazione\u2019 fondato su stereotipi e atteggiamenti negativi che a volte possono essere non intenzionali o inconsci\u201d (Raccomandazione del Consiglio dell\u2019UE 2021\/C93<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>). Insomma, l\u2019antiziganismo chiamerebbe in causa spiegazioni anche di ordine psicologico di massa, fino a configurarsi come una sorta di \u2018riflesso condizionato\u2019 dal lungo processo di costruzione degli stereotipi idealtipici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alterit\u00e0 rom\/non-rom ha una storia secolare che ha avuto inizio nell\u2019Impero bizantino (Spinelli 2021<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>). Sul finire del XII sec. e poi nel corso del XIII, qui giunse la popolazione \u1e0com provenendo dall\u2019impero persiano e prima ancora dall\u2019India nord-occidentale (intorno all\u2019anno 1000). Nei territori balcanici dell\u2019Impero, i \u1e0com\/Rom furono equiparati a una setta, gli <em>Athingani<\/em>, da cui deriva l\u2019eteronimo \u2018zingaro\u2019. Verso la fine del XIV sec., con l\u2019avanzata dell\u2019Impero ottomano, inizi\u00f2 la \u2018diaspora\u2019 a ampio raggio di questa popolazione, che oggi conta 22 milioni di persone nel mondo, portandosi appresso il suo minaccioso appellativo e il suo destino di persecuzioni, a partire dalla schiavit\u00f9 nei principati danubiani, che fu abolita solo nella seconda met\u00e0 del XIX sec., fino al <em>Samudaripen<\/em>, al genocidio nazifascista di oltre 500 mila rom. Oggi si suddividono in cinque grandi gruppi: Rom, Sinti, Cal\u00e9, Manouches e Romanichals. La lingua, il <em>roman\u00ed chib<\/em>, \u00e8 ci\u00f2 che li accomuna, anche se ogni comunit\u00e0 ha sviluppato un suo dialetto a contatto con la lingua dei luoghi di residenza. \u00c8 risaputo che in Italia sono presenti soprattutto Rom nell\u2019area centro meridionale e Sinti in quella centro-settentrionale (Spinelli 2018, Pontrandolfo 2013,)<a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>; vi \u00e8 poi un pi\u00f9 piccolo e distinto gruppo etnico di comunit\u00e0 Caminanti in Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli automatismi indotti dall\u2019alterit\u00e0 scaturiscono indebite e non dimostrabili generalizzazioni sui rom: che ti fregano e ti imbrogliano, che rapiscono i bambini, che non rispettano la legge, che non mandano i figli a scuola, che vivono in un gruppo chiuso, ecc. Queste generalizzazioni hanno le gambe corte, mentre si sottace che sono un popolo che non ha mai fatto guerre per rivendicare un territorio ma di essersi ribellato \u2013 tra i pochi casi di rivolta nella storia dell\u2019Olocausto \u2013 agli aguzzini nazisti (16 maggio 1944 ribellione dello <em>Zigenuerlager <\/em>di Auschwitz); che sopravvive da secoli alle persecuzioni e discriminazioni, dimostrando una grande resistenza; che generalmente nei libri di testo non ci sono informazioni sui rom e sul loro contributo alla storia del mondo e alla cultura (Kyuchukov, cit.).<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 vero che tutti i rom sono uguali, cos\u00ec come non \u00e8 vero che sono nomadi. Ma se qualcuno di loro commette un errore, quel qualcuno vale per tutti. \u00c8 quanto \u00e8 successo da ultimo a Campobasso con il cluster Rom Covid-19 durante la prima ondata della pandemia allorquando, a seguito di una vicenda piuttosto confusa di un funerale di un <em>papu<\/em> rom (un anziano autorevole della comunit\u00e0), vi sono stati molti contagiati (il 35% della comunit\u00e0, 81 persone), dando luogo a diversi episodi di antiziganismo: <em>hate speech<\/em> sui social media e limitazioni di accesso a beni e servizi pubblici anche nei riguardi di persone e famiglie roman\u00e8s che non hanno presenziato al funerale<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In terzo luogo, contano le politiche. Secondo Vitale (2011, p. 257) \u00abil punto essenziale \u00e8 che le idee sui Rom e Sinti influenzano profondamente le politiche\u00bb. I tre fattori che stimolano le politiche pubbliche (le tre \u201cI\u201d: istituzioni, interessi e idee) sono assai deboli a causa degli stereotipi che ingombrano le politiche, ad eccezione degli interessi dove c\u2019\u00e8 da accaparrarsi risorse pubbliche (nazionali e europee) per progetti e interventi, sconfinati nel malaffare come in \u201cMafia Capitale\u201d, \u00abcon risultati praticamente nulli per le comunit\u00e0 roman\u00e8s che spessissimo non sono neanche coinvolte nelle questioni che le riguardano\u00bb (Spinelli, 2021, p. 16). La debolezza di tali fattori si riverbera su ogni livello di governo e mantiene in <em>stand-by<\/em> la risposta all\u2019interrogativo politico di fondo in Italia: i rom sono un \u201cproblema\u201d o sono una \u201cminoranza\u201d? Il fatto di non essere stati ancora riconosciuti come minoranza linguistico-culturale, ai sensi della legislazione vigente (legge 302\/1997 e 482\/1999<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>), impedisce, scrive Vitale (cit. p. 257 e 270), di \u00abpoterli finalmente nominare in termini positivi, e non solo come \u201cproblema\u201d \u2026 [e di] rendere pi\u00f9 efficace la lotta alle discriminazioni, garantire una maggiore tutela dei diritti, e di conseguenza anche ridurre il peso che la definizione tutta culturalista e stereotipata dei Rom come gruppo omogeneo continua ad avere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 il fronte delle politiche di contrasto all\u2019antiziganismo? Di fronte alle ambiguit\u00e0 nazionali, orientamenti pi\u00f9 chiari per le politiche provengono dall\u2019Unione Europea in sinergia con il Consiglio d\u2019Europa (COE) e le loro agenzie (<a href=\"https:\/\/fra.europa.eu\/en\">FRA<\/a>, <em><a href=\"https:\/\/fra.europa.eu\/en\">Fundamental Rights Agency<\/a><\/em>, e <a href=\"https:\/\/www.coe.int\/en\/web\/european-commission-against-racism-and-intolerance\">ECRI<\/a>, <strong><em><a href=\"https:\/\/www.coe.int\/en\/web\/european-commission-against-racism-and-intolerance\">European Commission against Racism and Intolerance<\/a><\/em><\/strong>), nonch\u00e9 con l\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Fin dalla Carta di Nizza (2000), poi diventata nel 2007 la Carta dei diritti fondamentali, l\u2019UE si \u00e8 prodigata nel tempo e ha investito risorse per affermare il principio di non discriminazione (art. 21). Nel 2011, la Commissione ha adottato il primo quadro regolativo per le <em><a href=\"https:\/\/www.lavoro.gov.it\/temi-e-priorita\/infanzia-e-adolescenza\/focus-on\/integrazione-rom-sinti-e-caminanti\/Documents\/Strategia%20Nazionale.pdf\">Strategie nazionali di inclusione dei rom<\/a><\/em>, recentemente rinnovato e ampliato fino al 2030 (COM 2011\/173 e COM 2020\/620<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>). Nel 2015, a larga maggioranza, il Parlamento europeo ha proclamato il 2 agosto <em><a href=\"https:\/\/italy.representation.ec.europa.eu\/notizie-ed-eventi\/notizie\/giornata-europea-di-commemorazione-delle-vittime-rom-dellolocausto_it\">Giornata europea di commemorazione dell\u2019Olocausto dei Rom<\/a>, <\/em>e la Commissione rinnova continuamente l\u2019invito ai paesi membri di fare lo stesso<a id=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se gli atti legislativi approvati in sede europea non hanno forza vincolante, essi stanno spingendo i paesi membri a diffondere una maggiore consapevolezza e fiducia verso il \u2018mondo rom\u2019 e a fissare obiettivi inclusivi sulla base di un set di indicatori di risultato a cui dovrebbero conformarsi le strategie nazionali (FRA 2020b)<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>. La Strategia italiana \u00e8 stata adottata dall\u2019U<a href=\"https:\/\/www.unar.it\/portale\/\">NAR<\/a>, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.unar.it\/portale\/\">agenzia nazionale per l\u2019antidiscriminazione razziale,<\/a> nel 2012. I risultati non sembrano essere finora molto lusinghieri (Alietti e Rinolo 2021, Ardolino e Miscioscia, cit.): l\u2019Italia \u00e8 ancora nota come il \u201cpaese dei campi\u201d sebbene la popolazione roman\u00ed in emergenza abitativa sia poco superiore al 10% (Associazione 21 luglio 2021). Questo non significa sollevare le responsabilit\u00e0 della politica per non essere ancora riuscita a eliminare del tutto questi non-luoghi spaziali di segregazione e il \u00abpopolo delle discariche\u00bb (Senato della Repubblica 2011) che ci vive. Significa per\u00f2 dare altrettanto impulso e sostegno ad azioni in grado di estirpare le radici psicologiche e sociali dell\u2019antiziganismo, perch\u00e9 anche da questo obiettivo passa la rinnovata strategia europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del primo decennio della strategia, si \u00e8 fatto notare un maggiore attivismo dell\u2019associazionismo roman\u00f2, animato da un\u2019<em>intellighenzia<\/em> interna alla comunit\u00e0 Rom: intellettuali, artisti, professionisti, insegnanti, lavoratori dipendenti e autonomi, giovani laureati che rivendicano spazi per la <em>Romanip\u00e9<\/em>, per la cultura roman\u00e8s. Questa \u00e8 una novit\u00e0 rispetto al passato in cui nel variegato mondo del Terzo settore erano presenti soprattutto, o quasi esclusivamente, organizzazioni non-rom e in cui per i rom in \u201ccarriera\u201d \u00e8 stato preferibile, e lo \u00e8 forse ancora, scegliere l\u2019invisibilit\u00e0, il non farsi riconoscere, per sfuggire al rischio di subire delle discriminazioni (Petruzzelli 2008). Da questo maggiore attivismo sono nate nuove sinergie che hanno coinvolto anche l\u2019<a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\">I<\/a><a href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\/romunicare-lintegrazione-oltre-ai-luoghi-comuni\/\">RPPS<\/a>, il quale nel corso dell\u2019ultimo quinquennio ha coordinato due progetti-azione europei: ROMunicare sui rom (soprattutto rumeni) residenti a Roma nei campi abusivi, che vivono pi\u00f9 gravi situazioni di esclusione sociale (<a href=\"http:\/\/www.romunicare.eu\">www.romunicare.eu<\/a>), e il gi\u00e0 segnalato<a href=\"https:\/\/municipality4roma.eu\/\"> Municipality4Roma<\/a> a Campobasso, dove risiede una piccola comunit\u00e0 di rom italiani di antico insediamento, che vivono diverse situazioni di marginalit\u00e0 sociale non meno visibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sfide dell\u2019antiziganismo non sono poche e non sono leggere perch\u00e9 richiedono mutamenti profondi per incidere sugli automatismi e le generalizzazioni scaturite dalla presunta pericolosit\u00e0 dei rom, per fare della loro diversit\u00e0 un punto a favore e non a sfavore del patrimonio culturale europeo e nazionale e per ampliare gli spazi di partecipazione e interazione democratica al di l\u00e0 delle mere dichiarazioni di intenti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Riferimenti bibliografici<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alietti A. E Riniolo V. (2021), <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/14782804.2019.1688138?journalCode=cjea20\">The national strategy for Roma inclusion in Italy: between contradictions and loss of responsibilities<\/a>. <em>J<a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/journals\/cjea20\">ournal of Contemporary European Studies<\/a><\/em>, 29:1, 9-19 DOI: 10.1080\/14782804.2019.1688138.<\/p>\n\n\n\n<p>Ardolino A. e Miscioscia S. (2021), <em>Rom e Sinti<\/em>, in Calderone V. e Condello A. (a cura di), <em><a href=\"https:\/\/www.rapportodiritti.it\/esplora-il-rapporto\">Rapporto sullo stato dei diritti in Italia<\/a>.<\/em> Roma: A Buon Diritto, pp. 1-10.<\/p>\n\n\n\n<p>Associazione 21 luglio (2021), <em><a href=\"https:\/\/www.21luglio.org\/cs-lesclusione-nel-tempo-del-covid\/\">Rapporto 2021 &#8211; L\u2019esclusione nel tempo del Covid<\/a><\/em>. Roma: Associazione 21 luglio. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/fra.europa.eu\/en\/publication\/2020\/roma-travellers-survey\">FRA (2020a), Roma and Travellers in six countries<\/a>. Luxembourg: Publications Office of the European Union.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/fra.europa.eu\/sites\/default\/files\/fra_uploads\/2020-portfolio_of_indicators_working-paper_en.pdf\">FRA (2020b), Monitoring framework for an EU Roma Strategic Framework for Equality, Inclusion and Participation: Objectives and indicators<\/a>. Vienna: Publications Office of the European Union.<\/p>\n\n\n\n<p>FRA (2018),<a href=\"https:\/\/fra.europa.eu\/en\/publication\/2018\/persisting-concern-anti-gypsyism-barrier-roma-inclusion\"> <em>A persisting concern: anti-Gypsyism as a barrier to Roma inclusion<\/em><\/a>. Luxembourg: Publications Office of the European Union.<\/p>\n\n\n\n<p>Kyuchukov H. (edit by, 2012), <em><a href=\"https:\/\/www.slovo21.cz\/ke-stazeni\/publikace\/426-new-faces-of-antigypsyism-in-modern-europe\">New Face of Antigypsysm in Modern Europe<\/a><\/em>. Prague: NGO Slovo 21.<\/p>\n\n\n\n<p>Mascilli Migliorini E. (2020), Sorvegliare e punire: il funerale incriminato. <em>IntraVedere<\/em>, I:9, 26.<\/p>\n\n\n\n<p>Petruzzelli P. (2008),<a href=\"https:\/\/www.chiarelettere.it\/libro\/non-chiamarmi-zingaro-pino-petruzzelli-9788861900509.html\"> <em>Non chiamarmi zingaro<\/em><\/a>. Milano: <a href=\"https:\/\/www.chiarelettere.it\/\">Chiarelettere<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Piasere L. (2015),<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788874627332\"> <em>L&#8217;antiziganismo<\/em><\/a>. Roma: <a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/\">Quodlibet<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pontrandolfo S. (2013), <em><a href=\"http:\/\/www.cisu.it\/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage_images.tpl&amp;product_id=461&amp;category_id=10&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=1&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=1\">Rom dell&#8217;Italia meridionale<\/a><\/em>. Roma: <a href=\"http:\/\/www.cisu.it\/index.php\">CISU<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Senato della Repubblica (2011),<a href=\"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/commissioni\/dirittiumani16\/Rapporto%20conclusivo%20indagine%20rom,%20sinti%20e%20caminanti.pdf\"> <em>Rapporto conclusivo dell&#8217;indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia<\/em><\/a>, Commissione straordinaria per la tutale e la promozione dei diritti umani. Roma, 9 febbraio.<\/p>\n\n\n\n<p>Spinelli S. (2021), <em><a href=\"http:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/le-verita-negate\/\">Le verit\u00e0 negate: storia, cultura e tradizioni della popolazione roman\u00ed<\/a><\/em>. Milano: <a href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/\">Meltemi Editore<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Spinelli S. (2018), <em><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/comunit%C3%A0-conoscere-cultura-italiani-insediamento\/dp\/8831922130\">Una comunit\u00e0 da conoscere: storia, lingua e cultura dei Rom italiani di antico insediament<\/a>o<\/em>. Ortona: <a href=\"https:\/\/dabruzzo.it\/casa-editrice\/\">Menab\u00f2<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Steindl-Kopf S. (2019), <em><a href=\"https:\/\/www.enar-eu.org\/IMG\/pdf\/20116_book_roma_final.pdf\">From the Principles of Tolerance and Equality to the Reproduction<\/a><\/em>, in Cort\u00e9s G\u00f3mez I. and End M. (edit by) <em><a href=\"https:\/\/www.enar-eu.org\/Book-Dimensions-of-Antigypsyism-in-Europe\">Dimension of Antigypsysm in Europe<\/a><\/em>. Brussels: <a href=\"https:\/\/www.enar-eu.org\/\">ENAR (European Network Against Racism)<\/a>, pp. 89-106.<\/p>\n\n\n\n<p>Vitale T. (2011), <em><a href=\"https:\/\/shop.giuffre.it\/pub\/media\/Indice\/INDICE_000055512.pdf\">Gli stereotipi che ingombrano le politiche e le rappresentazioni<\/a><\/em>, in Bonetti P., Simoni A e Vitale T. (a cura di), <em><a href=\"https:\/\/shop.giuffre.it\/000055512-condizione-giuridica-di-rom-e-sinti-in-italia-la-.html\">La condizione giuridica dei Rom e Sinti in Italia<\/a><\/em>. Milano: <a href=\"https:\/\/shop.giuffre.it\/\">Giuffr\u00e9<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u00abIl villaggio di Vel&#8217;k\u00e1 Ida si trova vicino al confine ungherese nella parte rurale orientale della Slovacchia. Conta 3.139 abitanti di cui il 32% appartenente alla minoranza rom. Vivendo segregati dalla maggioranza slovacca alla periferia del villaggio, i Rom abitano due insediamenti che non hanno accesso all&#8217;\u2019acqua, all\u2019elettricit\u00e0 e agli insediamenti fognari\u00bb (Steindl Kofp 2019, p. 94). Sull\u2019antiziganismo in Europa, si vedano anche Kyuchukov H. (2012) e FRA (2020a).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Il nome rom \u00e8 un <em>etnonimo<\/em>, \u00e8 il modo in cui i rom definiscono s\u00e9 stessi; viceversa il nome zingaro \u00e8 un <em>eteronimo,<\/em> ovvero \u00e8 il nome con cui i rom sono stati, e continuano a essere, definiti da chi rom non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32021H0319(01)&amp;qid=1646326047975&amp;from=IT\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32021H0319(01)&amp;qid=1646326047975&amp;from=IT<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Secondo l\u2019autore, l\u2019ingresso nell\u2019Impero bizantino segna il passaggio dalla preistoria alla storia del popolo roman\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Il primo documento ufficiale che testimonia la presenza in Italia di comunit\u00e0 roman\u00e8s \u00e8 datato 18 luglio 1422 in cui \u00e8 annotato il passaggio di una comunit\u00e0 composta da un centinaio di persone a Bologna. L\u2019arrivo in Italia potrebbe essere per\u00f2 precedente, come testimonia, secondo Spinelli (op. cit.), la storia del pittore Antonio Solario, detto \u201clo zingaro\u201d, nato in Italia alla fine del XIV sec.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> Queste vicende hanno avuto una grande e lunga risonanza a livello nazionale e sono state descritte in un articolo che, nell\u2019ambito del progetto europeo coordinato dall\u2019IRPPS \u201cMunicipality4Roma\u201d (<a href=\"http:\/\/www.municipality4roma.eu\">www.municipality4roma.eu<\/a>), \u00e8 stato pubblicato nella\/sulla rivista della diocesi locale, <em>Intravedere,<\/em> a cura di Enrico Mascilli Migliorini (2020, p. 26). Leggendo in chiave antropologica le vicende del funerale, \u00able cui responsabilit\u00e0 si disperdono tra Questura, Prefettura e lo stesso Comune\u00bb, l\u2019autore osserva che \u00abnon deve stupire quanto \u00e8 accaduto perch\u00e9 questi sono di regola i risultati che si ottengono quando si lasciano le minoranze isolate\u00bb. Sui rapporti tra pandemia e antiziganismo in vari contesti locali, si veda Ardolino e Miscioscia (2020, p. 8) secondo i quali \u00abla discriminazione, l\u2019esclusione sociale e la segregazione subite dai rom sono state accentuate dalle condizioni generate dal Covid 19\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> La prima \u00e8 la legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d\u2019Europa (COE) sui diritti delle minoranze nazionali; la seconda \u00e8 la legge che ha disciplinato la tutela delle minoranze linguistiche nazionali. Ne sono state riconosciute 12, mentre \u00abla lingua roman\u00ed \u00e8 stata esclusa all\u2019unanimit\u00e0\u00bb (Spinelli 2021, p. 332).<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52011DC0173&amp;from=EN\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52011DC0173&amp;from=EN<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> Non \u00e8 facile districarsi tra le diverse informazioni fornite al riguardo dall\u2019OSCE (<a href=\"https:\/\/www.coe.int\/en\/web\/roma-genocide\/countries\">Information on the Roma Holocaust in the member states (coe.int)<\/a> anche perch\u00e9 quelle fornite dai paesi aderenti non sono spesso esaustive. Nell\u2019UE, solo in cinque dei quindici paesi che hanno riconosciuto il Samudaripen con atti formali dei rispettivi parlamenti o governi e\/o in discorsi solenni tenuti dalle pi\u00f9 alte cariche dello Stato, viene commemorato ufficialmente il 2 agosto. Si tratta di Croazia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Negli altri 10 paesi la commemorazione coincide con la \u201cGiornata della Memoria\u201d (27 gennaio), finendo in alcuni casi per vivere di luce riflessa del ricordo del genocidio ebraico. Essi sono: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Olanda, Repubblica Ceca, Spagna e Svezia. Negli altri 12, tra cui l\u2019Italia, il Samudaripen non \u00e8 ancora riconosciuto, n\u00e9 in tutti i casi \u00e8 commemorato almeno ufficialmente il 27 gennaio; in alcuni di essi, ma ci\u00f2 vale anche per i quindici paesi precedenti, si svolgono delle cerimonie non ufficiali in date particolari. In Italia, ad esempio, viene ricordato durante le celebrazioni della Giornata internazionale del popolo Rom (8 aprile) e in occasione dell\u2019anniversario del monumento al Samudaripen, il primo in Italia, inaugurato a Lanciano nel 2018 alla presenza delle autorit\u00e0 locali.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Ai quattro obiettivi inclusivi verticali della prima strategia (abitazione, istruzione, lavoro e salute), il nuovo <em>Framework <\/em>ne affianca tre orizzontali: il contrasto e la prevenzione dell\u2019antiziganismo, la riduzione del gap esistente in termini di povert\u00e0 e esclusione tra la minoranza roman\u00ed e la popolazione in generale, la partecipazione diretta nella programmazione e nel monitoraggio delle strategie nazionali e pi\u00f9 in generale nella societ\u00e0 civile e nella vita politica dei luoghi in cui risiedono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Sandro Turcio. In Italia vivono circa 150-180mila Rom, Sinti e Caminanti (RSC), pari a non pi\u00f9 dello 0,3% della popolazione italiana. Si tratta di una delle percentuali pi\u00f9 basse in Europa: se fossimo come la Bulgaria o la Macedonia i rom dovrebbero essere circa 6 milioni. In Europa, la popolazione roman\u00ed \u00e8 stimata in 11,3 milioni di persone, mentre in Unione Europea la stima media \u00e8 di 6,2 milioni di persone, pari a circa 1,2% della popolazione. Sono cittadini europei residenti in larga parte nei paesi dell\u2019area balcanica. 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