{"id":500,"date":"2022-11-11T11:01:21","date_gmt":"2022-11-11T10:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=500"},"modified":"2022-11-12T19:41:55","modified_gmt":"2022-11-12T18:41:55","slug":"insieme-alle-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=500","title":{"rendered":"Insieme alle famiglie"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Il sistema Salerno tra responsabilit\u00e0 sociali condivise e la prospettiva dei Poli per l\u2019infanzia<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>a cura di Massimo Del Forno e Rossella Trapanese<\/p>\n\n\n\n<p>Il supporto all\u2019area infanzia \u00e8 una delle direttrici strategiche della sfida italiana per il rilancio del Paese tanto da ricevere molta attenzione da parte del legislatore, la cui attivit\u00e0 \u00e8 andata di pari passo ai cambiamenti di paradigma. Si \u00e8 passati da un\u2019idea di centralit\u00e0 del servizio all\u2019infanzia inteso come prestazione assistenziale alla centralit\u00e0 del bambino su cui costruire un progetto che integra gli aspetti pedagogici al relativo contesto della formazione esteso dalla scuola alla famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tale percorso emancipativo pu\u00f2 essere ricostruito dal percorso normativo che va dalla legge n. 285 del 1998 fino al decreto lg. n. 65 del 2017.&nbsp; Gi\u00e0 la legge n. 107 del 2015, la cosiddetta legge della \u201cBuona Scuola,\u201d ha portato avanti l\u2019idea di una struttura di servizi per l\u2019infanzia centrata sulla crescita e la formazione dei bambini, che integrasse anche i nidi e le famiglie in un unico progetto formativo <em>ad hoc<\/em>. Un vero e proprio <em>cambiamento culturale <\/em>che viene rafforzato poi dal d. lgs. n. 65 del 2017. Quest\u2019ultimo si propone di attivare per la fascia 0-6 anni (Bondioli, Savio, Gobbetto 2018)<strong> <\/strong>dei Poli dell\u2019infanzia, non solo promuovendo la collaborazione e la continuit\u00e0 tra i due sistemi, asilo nido e scuola dell\u2019infanzia, ma anche coinvolgendo gli altri stakeholder e le comunit\u00e0, comprese le famiglie, con obiettivi bene definiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se sul piano normativo il progetto strategico contiene linee guida chiare e indirizzi strategici concreti, la realt\u00e0 territoriale si presenta sin dall\u2019inizio disomogenea e differentemente motivata sui temi dell\u2019infanzia, anche di fronte alle ingenti risorse messe a disposizione per dare sostenibilit\u00e0 e continuit\u00e0 ai progetti per la prima infanzia attivati sui territori. Se si mette mano al quadro riassuntivo dei servizi, lo scenario appare piuttosto complesso e a tratti desolante. Sul dato gravano soprattutto i lavori della Consiglio europeo di Barcellona che fissavano tra gli obiettivi la garanzia di assistenza all\u2019infanzia ad almeno il 33% dei bambini di et\u00e0 inferiore ai 3 anni entro il 2010.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai dati Istat del 2018 che sono stati presi in considerazione dalla nostra scorsa indagine emerge uno spaccato italiano con differenti garanzie offerte ai bambini e alle famiglie nelle diverse regioni italiane. Valle d\u2019Aosta, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, a cui si \u00e8 aggiunto negli ultimi anni il Lazio, superano la soglia del 33%. Anche se al Sud i valori crescono pi\u00f9 rapidamente, il dato fa emergere un deciso andamento virtuoso di molte Regioni del Nord. In Campania i dati sono molto bassi e non raggiungono neppure la soglia del 10% (dati Istat, 2020). C\u2019\u00e8 da dire che il dato risulta sottostimato. Dal lavoro svolto sul territorio campano abbiamo contezza che alcuni ambiti non inviano all\u2019Istat i dati aggiornati e ci\u00f2 pare sia stata una consuetudine condivisa anche da altre Regioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal dato sconfortante della Campania spicca per\u00f2 la realt\u00e0 virtuosa del Comune di Salerno da cui \u00e8 partita la nostra ricerca-azione, condivisa e co-progettata da un gruppo di studiosi all\u2019interno dell\u2019Osservatorio Politiche Sociali presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno (osservatoriopolitichesociali.unisa.it). Il progetto consiste nella ricerca delle condizioni di possibilit\u00e0 per l\u2019attivazione sul territorio della citt\u00e0 di Salerno di un Polo dell\u2019infanzia, cos\u00ec come richiesto dal D.lgs. n. 65 del 2017 partendo dal coinvolgimento delle famiglie. Il caso studio di Salerno si \u00e8 articolato in 2 percorsi di ricerca: <em>a)<\/em> il progetto \u201cLa citt\u00e0 in crescita\u201d, iniziato nell\u2019ottobre 2019 e sospeso nel marzo 2020; b) raccolta e analisi delle opinioni e dei giudizi tramite un questionario somministrato alle famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto\u201cLa Citt\u00e0 in crescita\u201d, parte dalla costatazione cheil Comune di Salerno \u00e8 l\u2019ente che investe di pi\u00f9 nel sociale tra tutti i comuni campani (172 euro per abitante, Istat 2018). Inoltre, a Salerno c\u2019\u00e8 un grande dinamismo del Terzo settore. Vi operano molte cooperative, tra cui un consorzio di 21 cooperative sociali, un CSV (Sodalis) e associazioni di volontariato molto attive. Rilevante per tutte le attivit\u00e0 risulta la collaborazione finanziaria e strategica della prima Fondazione di Comunit\u00e0 nata nel Sud Italia: Fondazione Comunit\u00e0 salernitana \u00e8 un sistema complesso e dinamico, che coinvolge gli enti territoriali all\u2019interno di una rete coesa e solidale, sostenuta anche dal lavoro dell\u2019Osservatorio Politiche Sociali UNISA e dalle reti di supporto a livello nazionale<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione del Comune di Salerno verso gli asili nido parte nel 1976 ma \u00e8 solo nel 2004 che si incomincia a ragionare sulla possibilit\u00e0 di ampliare l\u2019offerta di servizi per la prima infanzia. In pochi anni si assiste a un radicale <em>cambiamento culturale e organizzativo <\/em>nella progettazione dei serviziall\u2019infanzia erogati sul territorio. Decisiva in questa svolta \u00e8 stata la collaborazione strategica intensa e continuata con il Consorzio la Rada, a sua volta in rete con il Consorzio nazionale CGM, con le sue reti di supporto, che si \u00e8 avvalso del contributo scientifico dell\u2019Istituto degli Innocenti e della condivisione del Tuscan approch (Fortunati A., Pucci A., 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo team articolato e ben assortito si realizza l\u2019agognato <em>cambio di passo <\/em>dal modello assistenziale della funzione dei servizi all\u2019infanzia al modello pedagogico inclusivo, volto a integrare la formazione dei bambini con la maturazione del loro contesto di crescita. In questo modello, la conciliazione casa-lavoro soprattutto delle donne veniva resa funzionale al progetto formativo e integrato in un programma esteso al territorio con al centro il bambino, le sue complesse e delicate componenti emotive e cognitive, le sue competenza sociali e relazionali, quali nuclei produttivi della sua personalit\u00e0 da cui dipender\u00e0 la qualit\u00e0 della vita del futuro adulto. Tutti temi da portare all\u2019attenzione dei genitori che diventano parte del progetto formativo rivolto alla prima infanzia. Per gli altri risultati si rinvia all\u2019articolo Trapanese, R., Dal Forno, M. (2022). <em><a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.13136\/isr.v12i6S.541\">Together With Families. The Salerno System through Listening, Co-Planning, Shared Social Responsibilities and the Perspective of Childhood Pole<\/a><\/em>. Italian Sociological Review, 12 (6S), 321-346, <\/p>\n\n\n\n<p>Al fine di valutare l\u2019efficacia dei servizi attivati dai nidi durante l\u2019anno 2020\/21, afflitto da lunghi periodi di lockdown, il gruppo OPS \u2013 UNISA ha affiancato lo staff del Consorzio \u201cLa Rada\u201d per condurre un\u2019indagine sulle famiglie. Lo scopo era di raccogliere informazioni circa la percezione degli educatori sulle attivit\u00e0 socio-pedagogiche svolte sul campo, e il sostanziale giudizio dei genitori circa il loro coinvolgimento nel processo educativo. Inoltre, in considerazione del repentino cambio di organizzazione didattica seguito all\u2019insorgere della pandemia, si voleva valutare anche il grado di resilienza delle strutture in condizioni avverse. Ci interessava comprendere se l\u2019organizzazione dei nidi avesse retto l\u2019ondata pandemica e compensato almeno in parte i deficit emotivi e relazionali che inevitabilmente si sono prodotti nei bambini e nei loro genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il lockdown e la chiusura dei nidi, l\u2019emergenza delle famiglie per l\u2019affido dei bambini era diventata una condizione di tutti i giorni. Ciononostante, i genitori hanno valutato molto positivamente il percorso pedagogico del nido, assegnando in massa il punteggio massimo allo staff educante. Tale riconoscimento non era scontato visto lo stato di disagio e il muro di critiche che a livello nazionale si \u00e8 levato verso le istituzioni pubbliche e private giudicate inadempienti e impreparate a risolvere una situazione cos\u00ec complessa com\u2019\u00e8 la pandemia. Tale giudizio positivo, anche senza entrare troppo nel merito, \u00e8 ben fondato su alcune scelte strategiche, allo stesso tempo socializzanti, resilienti e innovative, operate dalle strutture ospitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019avanzamento di scienze complesse, molti sono stati gli studi multidicplinari che hanno focalizzato l\u2019attenzione sull\u2019importanza delle sollecitazioni emotive e relazionali per lo sviluppo cognitivo e prosociale del bambino. Ci\u00f2 trova un riscontro dalle risposte dei genitori sulla cosa pi\u00f9 importante che \u00e8 mancata al bambino durante la pandemia. La \u201cmancanza di socialit\u00e0\u201d \u00e8 la categoria pi\u00f9 rappresentativa che raccoglie le opinioni degli educatori e delle famiglie a sostegno del valore che essi danno all\u2019importanza dello stare insieme. Anche la mancanza di giocare negli spazi aperti sposta l\u2019attenzione e il valore sulla libert\u00e0 di incontrare persone e godere della natura, una condizione di benessere che non pu\u00f2 che avere delle ricadute positive nel processo di crescita dei bambini. I genitori hanno espresso anche giudizi molto positivi sulle attivit\u00e0 tematiche programmate, volte a orientarli verso atteggiamenti pi\u00f9 positivi per la crescita del loro bambino formulando anche delle richieste di nuovi servizi e attivit\u00e0 che hanno potenziato il repertorio dell\u2019offerta delle comunit\u00e0 educanti. Tali informazioni sono state preziose per una nuova offerta formativa garantendo strategie di inclusione sempre pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Mettendo insieme i due percorsi di analisi emerge che da un sistema di cooperazione sociale in rete pubblico-privato a livello nazionale, capace di ancorarsi al territorio attraverso il coinvolgimento costante delle famiglie e degli altri attori territoriali, sono state generate una serie di opportunit\u00e0 per i bambini, le famiglie, gli operatori e le comunit\u00e0. Il welfare in tal modo pu\u00f2 diventare un <em>progetto condiviso, un investimento sociale, un volano di sviluppo dei territori<\/em>, strutturato sui rapporti di fiducia con i cittadini e le famiglie. In questo senso, si vuole sostenere che per fronteggiare le difficolt\u00e0 generate dalla pandemia e immaginare di costruire i Poli per l\u2019infanzia, \u00e8 importante mettere in campo azioni cooperative che coinvolgano le istituzioni, il privato sociale, le famiglie e la cittadinanza seguendo il dettato della sussidiariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento a cui si \u00e8 fatto finora riferimento \u00e8 principalmente culturale ma con profonde ricadute sul piano civile, politico e organizzativo: rendere i processi sempre pi\u00f9 inclusivi fino a generare una responsabilit\u00e0 diffusa. E\u2019 l\u2019intera comunit\u00e0 che si deve prendere cura dei soggetti fragili, non solo le famiglie, i servizi sociali o le organizzazioni di Terzo settore. Pertanto, la vision e le strategie da implementare devono tendere a una condivisione sempre pi\u00f9 ampia, non solo con i diretti interessati, ad esempio le famiglie, ma verso la comunit\u00e0 pi\u00f9 ampia che deve assumere man mano uno stile di comportamento <em>prosociale<\/em>. L\u2019obiettivo diventa la costruzione di capitale sociale e relazionale che possa fungere da rete territoriale di supporto. Da tali processi si potranno poi implementare anche i Poli dell\u2019infanzia, ottima proposta normativa che, in molti territori italiani, non ha ancora sufficiente humus favorevole per poter germogliare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza di ricerca ha posto in luce che sui territori non serve solo essere resilienti, ma promuovere una <em>resilienza trasformativa<\/em>, capace di generare, fronteggiate le difficolt\u00e0, nuove e migliori condizioni\/opportunit\u00e0 di vita e di benessere sociale. La complessit\u00e0 sociale sempre crescente richiede che siano attive sui territori delle <em>reti competenti<\/em>, in cui il ruolo dei sistemi esperti della formazione e della ricerca siano parte integrante e possano fungere anche da propulsore.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferimenti bibliografici<\/p>\n\n\n\n<p>Bondioli, A., Savio, D., Gobbetto B. (2018). <em>TRA 0-6. Uno strumento per riflettere sul percorso educativo 0-6<\/em>, Bergamo, Zeroseiup.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunati, A., Pucci, A. (2019). <em>Insieme, unici e diversi. Nuovi spunti dal Tuscan Approach all\u2019educazione dei bambini<\/em>, Tecnostampa &#8211; Pigini Group Printing Division Loreto \u2013 Trevi.<\/p>\n\n\n\n<p>ISTAT (2020). <em><a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2020\/10\/REPORT_ASILI-NIDO-2018-19.pdf\">Offerta di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia<\/a><\/em> \u2013 Anno educativo 2018\/2019, 27 ottobre 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>Trapanese, R., Dal Forno, M. (2022). <em>T<a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.13136\/isr.v12i6S.541\">ogether With Families. The Salerno System through Listening, Co-Planning, Shared Social Responsibilities and the Perspective of Childhood Pole<\/a><\/em>. Italian Sociological Review, 12 (6S), 321-346.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il CSV Sodalis \u00e8 ad esempio in rete con il Ciessevi di Milano per la realizzazione dell\u2019Universit\u00e0 del volontariato, che poi realizza sul territorio salernitano, grazie alla collaborazione dell\u2019OPS UNISA e del Dipartimento di Studi Politici e sociali; la Fondazione Comunit\u00e0 salernitana \u00e8 consociata Assifero e in rete con tutte le Fondazioni di comunit\u00e0 del Sud Italia e ha aderito al Comitato promotore della Rete Nazionale dei Beni comuni. Inoltre, tutte queste realt\u00e0 insieme al Consorzio La rada e ad altri circa 30 partner territoriali aggregati programmano insieme e sostengono la realizzazione del master in Management del welfare territoriale UNISA, anche attraverso borse di studio: <a href=\"https:\/\/corsi.unisa.it\/management-del-welfare-territoriale\">https:\/\/corsi.unisa.it\/management-del-welfare-territoriale<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema Salerno tra responsabilit\u00e0 sociali condivise e la prospettiva dei Poli per l\u2019infanzia a cura di Massimo Del Forno e Rossella Trapanese Il supporto all\u2019area infanzia \u00e8 una delle direttrici strategiche della sfida italiana per il rilancio del Paese tanto da ricevere molta attenzione da parte del legislatore, la cui attivit\u00e0 \u00e8 andata di pari passo ai cambiamenti di paradigma. Si \u00e8 passati da un\u2019idea di centralit\u00e0 del servizio all\u2019infanzia inteso come prestazione assistenziale alla centralit\u00e0 del bambino su cui costruire un progetto che integra gli aspetti pedagogici al&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":501,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[224],"tags":[227,225,226],"class_list":["post-500","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-massimo-del-forno-rossella-trapanese","tag-resilienza-trasformativa","tag-servizi-per-linfanzia","tag-sussidiarieta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=500"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":502,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/500\/revisions\/502"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}