{"id":505,"date":"2022-12-07T11:29:13","date_gmt":"2022-12-07T10:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=505"},"modified":"2022-12-19T11:43:38","modified_gmt":"2022-12-19T10:43:38","slug":"misoginia-sistemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/?p=505","title":{"rendered":"Misoginia sistemica"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"has-text-align-right wp-block-heading\">Ma possiamo strapparci da questo sonnambulismo prendendone<br> coscienza e guardando al di l\u00e0 dell\u2019hic et nunc.<br>Edgar Morin, <em>Cambiamo strada<\/em>. <\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> A cura di: <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.irpps.cnr.it\/antonella-ciocia\" target=\"_blank\">Antonella Ciocia<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">  Anche quest\u2019anno il 25 novembre accende un faro su una questione grave di natura sociale, culturale ed educativa: il <em>femminicidio<\/em>. Moltissimi sono gli studi che inquadrano questo fenomeno, all\u2019interno di un paradigma statistico, storico-evolutivo, giuridico, narrativo o psicologico; poco sono stati, invece, gli studi pluridisciplinari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019omicidio di genere \u00e8 la punta estrema delle diverse forme di violenza che, tra l\u2019altro, la situazione pandemica ha fatto emergere con maggior evidenza, qualora ce ne fosse stato bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diverse sono state le leggi che sono intervenute, seppure tardivamente, a cercare di contrastare il fenomeno, ma ad oggi si pu\u00f2 sostenere che incorriamo nell\u2019\u00abottimismo normativo, vale a dire la tendenza a ritenere risolto un problema sociale quando viene sancita la sua definizione in un testo giuridico, formalmente logico e ineccepibile\u00bb (Ferrarotti 2022).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che si tratti di <em>ottimismo normativo<\/em> \u00e8 testimoniato dal fatto che il fenomeno registra numeri ragguardevoli e che le leggi, seppure buone, non solo non lo hanno eliminato, ma non si intravede neanche un trend in diminuzione. Le forme di violenza che si sommano agli omicidi sono diverse, tra queste quella sessuale \u00e8 in forte aumento, a testimonianza di una persistente cultura machista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I prodromi normativi riguardanti la parit\u00e0 di genere e la necessit\u00e0 di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono l\u2019affermazione si rintracciano negli articoli 3 e 117 della Costituzione italiana. In seguito diverse leggi, cancellate tardivamente, hanno contraddetto i due articoli richiamati. Si tratta di leggi dello Stato che riconoscono la sovranit\u00e0 dell\u2019uomo sulla donna. \u00c8 dal persistere dell\u2019impronta misogina, istituzionale e normativa, che trova riscontro nell\u2019abrogazione di leggi che si innesta la nostra riflessione. \u00c8 opportuno porre l\u2019accento sul fatto che un possibile superamento della differenza pu\u00f2 attivarsi attraverso la relazione biunivoca tra leggi e cultura (Donno 2010), considerando che attualmente n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro sembrano avere un ruolo guida nei processi di cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso di emancipazione delle donne \u00e8 iniziato alla fine degli anni sessanta, ma diversi sono gli inciampi che ha avuto e le caratteristiche di una societ\u00e0 paternalistica e patriarcale che, infatti, lo hanno condizionato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Storicamente le donne hanno <em>conquistato sul campo<\/em> il diritto di voto per l\u2019impegno dimostrato durante la guerra. Seppure fu una conquista essenziale (Marshall 1950), non ha generato gli effetti sperati. La resistenza ad accogliere la partecipazione delle donne alla vita civile e politica ha creato un <em>dis<\/em>-allineamento, dovuto a un retaggio culturale della societ\u00e0 che mantiene, nonostante il dettato Costituzionale, nel labirinto legislativo gli articoli art. 587 e 559 del codice Rocco che, seppure in modo diverso, legittimano l\u2019<em>omicidio di prossimit\u00e0. <\/em>Il processo evolutivo del riconoscimento dell\u2019autodeterminazione della donna e della sua dignit\u00e0 come cittadina, storicamente stenta ad emanciparsi dalla rete simbolica del pensiero e dalla cultura prevalente. Non c\u2019\u00e8 stato, quindi, quel significativo cambio di passo che la Costituzione avrebbe dovuto avviare. La cui <em>cogenza<\/em> \u00e8 annullata dalla natura conservatrice delle leggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Codice Rocco, l\u2019articolo 559 definiva la punibilit\u00e0 dell\u2019adulterio della <em>sola<\/em> moglie. Solo dieci anni dopo con sentenza della Corte costituzionale (75\/1968, art. 29) furono dichiarati illegittimi due commi dello stesso articolo che discriminavano tra uomo e donna in caso di tradimento. Controverso fu l\u2019apparato normativo ma anche il progetto di revisione dell\u2019ordinamento penale che con l\u2019emanazione di sentenze che si contraddicevano<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, seppure si cominciava a respirare un nuovo clima<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>, gli articoli penali del codice Rocco tardavano a essere abrogati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diritto e la morale, ovvero norme scritte e non scritte, sono l\u2019<em>habitus<\/em> entro cui si muove la differenza di genere e si legittima, con il <em>diritto di onore<\/em>. L\u2019apparato normativo, autorizza e garantisce le dimensioni istituzionali \u2013 spaziale, temporale, relazionale \u2013 ma non \u00e8 in grado di accompagnare l\u2019Italia nei tempi di transizione tra la visione patriarcale\/tradizionalista e quella emancipatoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La violenza sulle donne e, pi\u00f9 in generale il non riconoscimento della parit\u00e0 di genere, \u00e8 un <em>fatto sociale<\/em> per le implicazioni che il fenomeno ha nella regolazione, nella produzione e circolazione delle risorse materiali e, soprattutto, simboliche di cui la comunit\u00e0 ha bisogno per sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dicembre del 1966 la stampa riporta il rifiuto del matrimonio riparatore, dopo aver subito violenza di Francesca (detta Franca) Viola:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">non sono propriet\u00e0 di nessuno, nessuno pu\u00f2 costringermi ad amare una persona che non rispetto, l\u2019onore lo perde chi fa certe cose, non chi le subisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni che seguirono fu abolito il reato di adulterio (L. 126\/1968 e 147\/69), introdotto il divorzio in seguito a un referendum popolare (L. 898\/1970) e riformato il diritto di famiglia (L. 151\/1975).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019aprile del 1977 un altro caso riport\u00f2 alla cronaca il binomio violenza e nozze riparatrici. La denuncia fu fatta da una tredicenne Vita Pirrone, seguendo le orme di Franca Viola<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>, ma solo dopo quattro anni furono abolite le disposizioni sul delitto d\u2019onore (legge 442\/1981), dopo settantasei anni dalla Costituzione. Alla fase delle garanzie formali seguirono, negli anni ottanta e inizio anni novanta diversi interventi per rafforzare il ruolo delle donne all\u2019interno della vita sociale e politica italiana<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> e&nbsp; promuovere la partecipazione al mercato del lavoro<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. Solo nei primi anni del 2000 si arriver\u00e0 al <em>Testo coordinato del decreto contro la violenza di genere e codice rosso<\/em> con il quale la \u00abviolenza di genere viene finalmente considerata come un\u2019esecrabile violazione dei diritti umani, ancora trasversale alle diverse aree geografiche, alle classi sociali ed alla formazione culturale, che si manifesta attraverso una serie di condotte criminali che affondano le proprie radici nell\u2019ignoranza, nella negazione della ragione, nella paura del confronto. Un fenomeno tragico che si nutre del dolore e della paura delle vittime, sovente indotte al silenzio dal timore di essere ulteriormente umiliate, isolate e abbandonate nelle situazioni di fragilit\u00e0 in cui vivono\u00bb (Ministero dell\u2019Interno, 2021).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Grafico1-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1004\" height=\"344\" src=\"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-506\" srcset=\"https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/image.png 1004w, https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/image-300x103.png 300w, https:\/\/welfarepost.irpps.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/image-768x263.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Schema 1. <em>La parit\u00e0 di genere: evoluzione storica<\/em> (<em>per ingrandire cliccare sullo schema<\/em>)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diritto <em>vive<\/em> nella Storia, ma la Storia \u00e8 fatta di storie, di vite e di relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie di violenza vanno raccolte, narrate, testimoniate. Da quelle storie si possono trarre insegnamenti ed elementi educativi utili per sollecitare quel cambiamento culturale che stenta ad affermarsi, ma non \u00e8 unidirezionale e tantomeno veloce. Ha bisogno di radicarsi e di essere riconosciuto come patrimonio comune. Per questo sono necessarie pratiche educative che promuovano altri modelli rispetto a quelli generati sugli stereotipi tradizionali. Nel 2022 la questione del genere, \u00e8 ancora lontana dall\u2019essere affermata, anzi inerzie e resistenze culturali sembrano confermare il retrivo suggello patriarcale. Le libert\u00e0 conquistate, non solo si mettono in discussione, ma sembra perdersi il terreno conquistato, come direbbe Morin, ovvero, che col tempo l\u2019importanza del maggio del sessantotto si affievolisca ancora di pi\u00f9 di quanto attualmente osserviamo. Si tratta di intervenire, attraverso l\u2019arma della cultura e dell\u2019educazione, sulle pieghe della discriminazione e dell\u2019apatia politica (Zincone 1992). Anche quando i diritti sembravano acquisiti \u2013 come per il mercato del lavoro \u2013 salvo poi negarli nelle pratiche, alle donne \u00e8 stato implicitamente chiesto di <em>omologarsi<\/em> al comportamento maschile \u2013 o ancora come direbbe Zincone (1992) spesso si tratta di<em> corporativismo subordinato<\/em>, in entrambi i casi non vi \u00e8 riconoscimento della differenza di genere. Le parole della scrittrice cilena chiariscono il concetto dell\u2019omologazione: \u00abAbbiamo dovuto comportarci come loro, imparare le loro strategie e competere. [\u2026] ora non \u00e8 pi\u00f9 necessario e possiamo esercitare il potere della nostra condizione di donne. Come Eliza abbiamo conquistato la libert\u00e0 e continuato a lottare per preservarla, accrescerla e far s\u00ec che tutte le donne possano goderne\u00bb (Allende, 2017, p. 18).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un cambiamento di paradigma \u00e8 un processo lungo, difficile, che si scontra con le enormi resistenze delle strutture e delle mentalit\u00e0 vigenti. Si realizza in un lungo lavoro storico che \u00e8 al tempo stesso inconscio, subconscio e cosciente. La coscienza pu\u00f2 contribuire al progredire del lavoro subconscio e inconscio. \u00c8 ci\u00f2 di cui crediamo e di cui vogliamo far parte (Morin 2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con diversi gradi di consapevolezza e con vari livelli di responsabilit\u00e0 la parit\u00e0 di genere va riconosciuta e promossa:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>all\u2019interno dei nuclei per la distribuzione equa della <em>cura<\/em> della famiglia \u2013 la legge sui congedi parentali stenta a riconoscere alla paternit\u00e0 eguali obblighi della maternit\u00e0 \u2013;<\/li>\n\n\n\n<li>all\u2019interno della scuola nel capovolgimento nella lingua italiana del <em>maschile inclusivo <\/em>\u2013 in quella cio\u00e8 asimmetria semantica che si registra ancora oggi nei libri di scuola (Pantanella 2022). La storia, la scienza, la geografia, le arti etc., sembrano essere scritte solo dagli uomini, in questo la seconda agenzia di socializzazione la scuola, nei diversi ordini e gradi, potrebbe, anzi dovrebbe, assumere una grammatica comunicativa che educhi alla parit\u00e0 di genere, poich\u00e9 \u00ab<em>Parlare non \u00e8 mai neutro<\/em>\u00bb (Irigaray, 1991). \u00abLa lingua non \u00e8 il riflesso diretto dei fatti reali, ma esprime la nostra visione dei fatti, inoltre, fissandosi in certe forme, in notevole misura condiziona e guida tale visione\u00bb (Sabatini, 1987:13);<\/li>\n\n\n\n<li>nella comunit\u00e0, nell\u2019accogliere e non stigmatizzare la donna maltrattata, per isolare il maltrattante, quando soprattutto la donna ha il coraggio di denunciare, ma anche nel non ignorare i segnali di una violenza subita in silenzio, che spesso coinvolge anche i figli. L\u2019obiettivo di uscire dalla diseguaglianza di genere \u00e8 qualcosa di collettivo e plurale. La comunit\u00e0 deve accogliere, ascoltare perch\u00e9 molte donne subiscono violenza e sono invisibili ai servizi: non si espongono per paura. Paura di non avere la forza sufficiente per affrontare la procedura, la paura di non essere creduta, di essere ridicolizzata in un momento di estrema vulnerabilit\u00e0, di essere cio\u00e8 soggetta alla <em>vittimizzazione secondaria<\/em> a livello mediatico, giuridico e sociale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si arriva alla denuncia lo Stato ha gi\u00e0 perso, la comunit\u00e0 ha perso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se per\u00f2 \u00e8 necessario intervenire in modo preventivo attraverso l\u2019educazione per estirpare le diverse manifestazioni di potere che nutrono la differenza di genere, \u00e8 necessario anche intervenire sulla formazione dei professionisti, che a diverso titolo, supportano o affiancano la donna; \u00e8 necessario anche liberare i servizi, spesso viziati dal pregiudizio sessista e da stereotipi che mettono in discussione la credibilit\u00e0 della vittima, spostando l\u2019attenzione dal problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Isabel_Allende\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Allende I.<\/a> (2017), <a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/opera\/donne-dellanima-mia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Donne dell\u2019anima mia<\/a>, Milano: <a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Feltrinelli<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donno M.G. (2010), <em>Cittadinanza duale e democrazia paritaria<\/em>, in <em><a href=\"https:\/\/www.uniba.it\/it\/ateneo\/editoria-stampa-e-media\/linea-editoriale\/collana-comitato-pari-opportunita\/etiche-e-politiche-di-genere.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Etiche e politiche di genere<\/a><\/em>, <a href=\"https:\/\/www.uniba.it\/\">Universit\u00e0<\/a><a href=\"https:\/\/www.uniba.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.uniba.it\/\">Aldo Moro<\/a>, Bari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferrarotti F. (2022) <em>Prefazione<\/em> in Omizzolo M. (2022) <em><a href=\"https:\/\/www.magistraturademocratica.it\/articolo\/presentazione-di-per-motivi-di-giustizia-di-marco-omizzolo-people-editore\">Per motivi di giustizia<\/a><\/em>, Busto Arsizio (Va):<a href=\"https:\/\/www.peoplepub.it\/\"> People<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Irigaray L. (1991)<a href=\"http:\/\/www.iaphitalia.org\/tag\/parlare-non-e-mai-neutro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> <em>Parlare non \u00e8 mai neutro<\/em><\/a>, Roma: Editori Riuniti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ministero dell\u2019Interno, 2021 <em>Il punto. La violenza contro le donne<\/em>, in <a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/2021-11\/2021-_sac_brochure_violenza_sulle_donne.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/2021-11\/2021-_sac_brochure_violenza_sulle_donne.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Morin E.(2020)<a href=\"https:\/\/www.raffaellocortina.it\/scheda-libro\/edgar-morin\/cambiamo-strada-9788832852639-3298.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp; Cambiamo strada<\/a>,&nbsp; Raffaello Cortina Editore<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nussbaum M., (2000) <em><a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815233479?forcedLocale=it&amp;fbrefresh=CAN_BE_ANYTHING\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Diventare persone. Donne e universalit\u00e0 dei diritti<\/a><\/em>, Bologna: Il Mulino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pantanella A., (2022) <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.libreriacentrale.it\/studi-sulla-comunicazione\/1366021-ben-detto-un-immersione-nel-modo-in-cui-usiamo-il-linguaggio-e-una-guida-su-come-renderlo-piu-consapevole-e-rispettoso-9791280642073.html\" target=\"_blank\">Ben detto. Un\u2019immersione nel modo in cui usiamo il linguaggio e una guida su come renderlo pi\u00f9 consapevole e rispettoso<\/a><\/em>, Formia (Lt): DFG Lab Zincone G., (1992) <em><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/da-sudditi-a-cittadini-vie-libri-vintage-giovanna-zincone\/e\/2562863228796\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Da sudditi a cittadini. Le vie dello stato e le vie della societ\u00e0 civile<\/a><\/em>, Bologna: Il Mulino.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> La <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corte_costituzionale_della_Repubblica_Italiana\">Corte Costituzionale<\/a> sanc\u00ec l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Incostituzionalit%C3%A0\">incostituzionalit\u00e0<\/a> del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Concubinato\"><em>concubinato<\/em><\/a><em> del marito<\/em> (sentenze 126\/<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1968\">1968<\/a> e 147\/<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1969\">1969<\/a>, ma nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1961\">1961<\/a> si era gi\u00e0 espressa in senso opposto). La prima sentenza era seguita, almeno temporalmente, al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disegno_di_legge\">disegno di legge<\/a> dell&#8217;on. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oronzo_Reale\">Oronzo Reale<\/a>, ministro <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guardasigilli\">Guardasigilli<\/a>, che proponeva l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Abrogazione\">abrogazione<\/a> delle speciali previsioni sulle lesioni e sull&#8217;omicidio <em>a causa d&#8217;onore<\/em>, proposte riprese pochi mesi dopo da un progetto di revisione dell&#8217;ordinamento penale affidato a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuliano_Vassalli\">Giuliano Vassalli<\/a>. Il disegno di legge e la revisione dell\u2019ordinamento rimasero, per\u00f2, appese, per diverse ragioni ma anche, per il <em>non gradimento<\/em> da parte dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Opinione_pubblica\">opinione pubblica<\/a> e ripresa &nbsp;dal giurista <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Nuvolone\">Pietro Nuvolone<\/a>, il quale sottoline\u00f2 <em>come non si potesse non tenerne conto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> I mutamenti culturali sulla sessualit\u00e0 furono documentati dal cinema d\u2019inchiesta a impronta antropologica di Pier Paolo Pasolini <em>Comizi d&#8217;amore<\/em> del 1964<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> L\u20198 marzo 2014 la Presidenza della Repubblica, viene nominata Grande Ufficiale per \u00abil coraggioso gesto di rifiuto del <em>matrimonio riparatore<\/em> che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell&#8217;emancipazione delle donne nel nostro Paese\u00bb.&nbsp; Delitto d\u2019onore e matrimonio riparatore: tra storia e diritto Vittoria Calabr\u00f2 (Universit\u00e0 degli Studi di Messina) Messina, 11 aprile 2019, pdf.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Fu istituito il Comitato Nazionale di Parit\u00e0 presso il Ministero del Lavoro (1983) e a seguire la Commissione nazionale per la parit\u00e0 e le pari opportunit\u00e0 (1984), la Consigliera di Parit\u00e0 (1991).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> A questo proposito riteniamo utile sottolineare che lo <em>Statuto del lavoratore<\/em> (L. 300\/1970) non si riferisce mai alle donne, seppure negli articoli 15 e 16 introducono il principio di non discriminazione nel rapporto di lavoro, sia esso individuale o collettivo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno il 25 novembre accende un faro su una questione grave di natura sociale, culturale ed educativa: il femminicidio. 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